L’aria di una possibile investigazione da parte della FIA - che cade nel nulla di fatto ma promette un controllo più puntuale di cosa e come si può comunicare, fuori dai temi sportivi, nel corso di un week end di gara - basta perché Lewis Hamilton ribadisca l'impegno sul rispetto dei diritti umani su Instagram.

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Il fatto. Al rituale inginocchiarsi prima del via, gesto diventato simbolo, per ricordare la necessità di pari trattamento, diritti e opportunità al di là delle differenze, del colore della pelle anzitutto, Lewis abbina altro. Una maglietta con un’esplicita richiesta di arresto dei poliziotti che hanno ucciso Breonna Taylor. Sport e impegno sociale, che è a suo modo un fare politica. Al di là di aspetti altri, dello Stato di diritto e garantista che deve valere sempre e per tutti, conta registrare la posizione di Lewis su Instagram.

Contro tutte le ingiustizie

“Buongiorno mondo. Spero che, ovunque voi siate, abbiate un atteggiamento positivo nella mente e nel corpo. Voglio che sappiate che non mi fermerò, non allenterò, non mollerò nell’utilizzare questa piattaforma per far luce su ciò che io ritengo sia giusto.

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Voglio ringraziare quanti tra voi continuano a supportarmi e mostrarmi amore, vi sono così grato. Ma questo è un viaggio perché tutti noi ci uniamo e sfidiamo il mondo su ogni piano di ingustizia, non solo razziale. Possiamo aiutare a renderlo un posto migliore per i nostri figli e le future generazioni”.

Un impegno che non ha mancato, dopo l’ultima manifestazione del Mugello, di sollevare un dibattito anche sui canali social del team Mercedes, che ha ribadito come la causa di Hamilton sia la causa del marchio di Stoccarda: “Non si tratta di politica. Si tratta di fondamentali diritti umani”, replicano ai follower che contestano la commistione tra sport e politica.