Arrivederci, più che un addio. D’altronde, di ritiri, di ritorni, di rilanci, Honda in Formula 1 ne ha scritti svariati. L’ultimo ritiro è un aspettare il ritorno, che Ross Brawn intravede in futuro.

Certo, le premesse degli investimenti sul fronte industriale da sostenere non sono un impegno a scadenza, piuttosto scriveranno il decennio dei Venti. E la Formula 1, una nuova power unit, la prospetta nel 2026.

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Ancora con i punti fermi da scrivere – finora c’è solo l’idea di una neutralità nelle emissioni di Co2 da realizzare – e un impegno che richiederà d’essere preparato per tempo, da parte di chi vorrà esserci al debutto. Ecco, la premessa non sembra delle migliori, perché tanto più alzi l'ambizione tecnologica tanto più elevati sono gli investimenti: prestazioni estreme e un volto green non vanno così d'accordo - salvo integrare le compensazioni alle emissioni, ma è un'altra faccenda -.

La F1 da cambiare e Honda da coinvolgere

Honda saluta per i costi esagerati, l’assenza di un tetto di spesa in atto sulle power unit, la necessità di spostare risorse dov'è più urgente, la conferma di uno schema che li ha visti rincorrere di continuo in F1, con progressi notevoli, ma sempre rincorsa – più o meno in affanno – trattasi.

“E’ un peccato che Honda lasci la Formula 1 a fine 2021, è la quarta volta nella mia carriera nelle corse che si ritirano e tornano di nuovo. Sono ottimista che potremo coinvolgerli nuovamente quando sarà cambiata la loro situazione e quando la Formula 1 si evolverà. Honda è sempre stata un componente importante e benvenuto delle comunità della F1 in passato e, speriamo, in futuro”, commenta Brawn all’indomani del GP dell’Eifel.

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A Liberty Media il compito di scriverle quelle condizioni necessarie al ritorno di Honda come al coinvolgimento di nuovi motoristi, con tecnologie che siano accessibili e non solamente straordinari esempi di tecnica motoristica senza pari tra quel che più o meno assimili all’automobile.

Costi, sport e tecnica: tre leve da equilibrare

Alla finestra del futuro WEC sono in tanti, per la semplice ragione di costi molto bassi e ibridi basici in Classe LMDh e, non troppo dissimili, in Classe Hypercar. “Tutte le case automobilistiche stanno affrontando sfide enormi al momento e noi, come F1, dobbiamo dare una risposta e assicurarci che la F1 incontri queste sfide, resti rilevante e resti pertinente e lo diventi ancor di più per offrire ai partner dell’automotive delle sfide fattibili in Formula 1 che possano essere di supporto con i loro obiettivi lontani dalla F1”, approfondisce Brawn.

“Spero che una nuova formula di power unit, introdotta non più tardi del 2026, li incoraggi a tornare. Noi anche li incoraggiamo a far parte dei nuovi gruppi di lavoro FIA, che daranno le raccomandazioni su quale sorta di power unit adotteremo in futuro. Sono stati grandi partner in F1 e mi aspetto di lavorare con loro in futuro”.

Una predisposizione articolata e forse contorta nelle parole, che molto semplicemente dovrà riportare al centro della scena l'aspetto sportivo, mantenere un profilo tecnico avanzato e farlo con costi sostenibili. La sfida è servita.