Sempre, ancora una volta, Lewis Hamilton. Il ritorno di Imola in F1 finisce con l'inglese ad esultare di nuovo per una vittoria, davanti a Bottas e Ricciardo, sul podio dopo il ko di Verstappen. Leclerc è 5°, uno sfortunatissimo Vettel appena 12°, la Mercedes è regina per la settima volta nel Costruttori.

Gasly, che peccato!

Al via Bottas mantiene la prima posizione, mentre dietro di lui un Max Verstappen aggressivo (ed anche con le ruote un pelo fuori la linea della postazione in griglia) si infila tra lui ed Hamilton, costretto a cedere la seconda posizione. Nelle retrovie Stroll perde un pezzo di ala anteriore toccando un cordolo in uscita dal Tamburello, mentre alla Tosa contatto tra Vettel e Magnussen, con il danese a scivolare in fondo alla classifica dopo il testacoda. Gara senza troppa azione, ma intensa per tempi e duelli ravvicinati. Purtroppo la corsa perde un protagonista al nono giro, quando Gasly viene chiamato ai box per un problema "terminale" alla sua vettura. Un gran peccato per il francese, 4° al via e 5° al momento del ritiro. 

Rivivi la gara giro per giro

La mossa di Lewis

Tanti i pit-stop anticipati, con Verstappen che ai box al 18° giro imitato alla tornata successiva da Bottas, con il finlandese dentro per evitare l'undercut. E' qui che Hamilton trova il pertugio in cui infilarsi, e sfruttando il buono stato delle sue gomme medie resta in pista piazzando un giro veloce dietro l'altro, e costruendosi il margine per stare davanti: il ritiro di Ocon al 29° giro chiama in causa la virtual safety car, che dà a Lewis la certezza assoluta di stare davanti. Un gran peccato per Vettel, che per 40 giri resta in pista con ottimi tempi su gomma media, ma al momento della sosta un problema all'anteriore destra lo costringe a perdere circa 10 secondi, rovinandogli praticamente una domenica che per lui non stava andando male considerando le grosse difficoltà degli ultimi tempi.

Gioia e dolore per Max

Qui comincia apparentemente un'altra gara, con Hamilton in fuga e Bottas in difficoltà, anche per un problema aerodinamico comunicatogli via radio, che infatti pressato da Verstappen va lungo alla Rivazza prestando il fianco all'olandese, che con scia e Drs si porta davanti. Una gran gara da parte dell'olandese, destinata però a concludersi al giro numero 52, quando la posteriore destra dell'olandese esplode in prossimità della Variante Villeneuve per colpa di un detrito. Tutto rimescolato, con tanti piloti a mettere gomme nuove tra cui Perez, in una mossa non troppo convincente: era terzo, forse sarebbe stato meglio provare a rimanere in pista e provare a difendere la posizione. Macchina di sicurezza che prolunga la permanenza in pista per via di Russell, che con un grossolano errore finisce a sbattere alle Acque Minerali nel tentativo di scaldare le gomme. Peccato, George avrebbe avuto una buona chance per chiudere nei punti.


Mercedes, sono 7 di fila!

Alla ripartenza la classifica dice Hamilton, Bottas, Ricciardo, Leclerc, Albon, Perez, Kvyat, Sainz, Norris, Raikkonen, Giovinazzi, Latifi, Grosjean, Vettel e Stroll. Sono 6 i giri che mancano alla bandiera a scacchi quando la safety car si fa da parte, ma il grosso succede tutto nel primo giro a bandiera verde: gran ripartenza di Kvyat che beffa Albon e Perez, con i due che entrano in duello alla Villeneuve: Perez va all'esterno della curva a sinistra e passa, Albon prova a resistere ed in trazione finisce in testacoda, con Sainz bravissimo ad evitare di finire addosso alla Red Bull. Un Kvyat scatenato invece esce forte dalla Tosa ed alla Piratella, sfruttando le gomme morbide appena montate, passa all'esterno Leclerc. Nessuna possibilità per Bottas di prendere Hamilton, che così vola verso il suo 93° successo della carriera, il 100° tondo per la Mercedes nell'era ibrida che con la doppietta di oggi si assicura il settimo titolo di fila, mai accaduto prima. Gran podio di Ricciardo, bravo a difendersi a gomma dura usata alla ripartenza, quindi Kvyat, Leclerc, Perez, Sainz, Norris, Raikkonen e Giovinazzi, con le due Alfa entrambe a punti. Niente da fare per Vettel.