La gara di Lance Stroll, scattato dalla pole position ed in fuga nei primi giri, si è complicata a mano a mano che la pista andava asciugandosi ed è diventata un calvario dopo il secondo pit-stop, con il canadese mestamente 9° a fine corsa. Degrado eccessivo e macchina assettata per il bagnato sono state le ipotesi più accreditate per il crollo di Stroll, ma la Racing Point ha comunicato che a frenare il suo pilota è stato un danno all'ala anteriore.

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Danno sul fondo dell'ala anteriore

Tramite una serie di tweet, la squadra ha spiegato i problemi avuti sulla Rp20: “Durante i controlli di ruotine del dopo gara, abbiamo riscontrato un danno sul fondo dell'ala anteriore di Lance Stroll, che è stato un significativo contributo ai problemi di graining incontrati dal pilota nel secondo e terzo stint di gara su gomme intermedie. Lance ha riportato una scarsa performance delle gomme, un grosso sottosterzo e graining dal giro 17 in avanti. La sosta per nuove intermedie al giro 36 non ha risolto il problema, con il graining che è diventato anche più severo. Uno dei componenti sotto l'ala si è allentato e si è incastrato in modo da provocare un'importante perdita di carico all'anteriore, e questa perdita ha fatto aumentare il livello di graining”.

Dati in gara non subito chiari

La squadra poi ha proseguito: “I dati durante la gara hanno confermato che la perdita di downforce sul davanti fosse significativa, ma senza alcun danno visibile da sopra l'ala ed insieme alle condizioni di scarsa aderenza è stato difficile confermare se i dati fossero corretti. Solo dopo la corsa, quando la macchina è tornata nel garage, è stato scoperto il danno ed il blocco”.

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