Il problema non è certo nelle prestazioni del pilota, piuttosto è nel contesto, che a Sergio Perez dice male se si guarda il mercato piloti 2021 e i sedili rimasti liberi. Formalmente due posti in Haas, in realtà destinati a essere occupati da Mick Schumacher e, secondo le indiscrezioni ricorrenti, Nikita Mazepin. In Alphatauri si prospetta l’esordio di Tsunoda accanto a Gasly, mentre in Red Bull se dovessero appiedare Alexander Albon è Nico Hulkenberg il nome preferito ai Verstappen.

Verstappen a Istanbul con 7 gradi di sbilanciamento

A Istanbul, Sergio Perez ha ammesso di contemplare la soluzione di un anno sabbatico, restare alla finestra aspettando il 2022 ed eventuali nuove opportunità. Certo che, dopo il GP corso in Turchia, sul podio guidando bene e senza grandi errori, fa strano immaginarlo fuori dal Circus.

Perez è l'uomo giusto

Nel gioco di porte girevoli con Sebastian Vettel è finito col ritrovarsi senza un volante nonostante un accordo di lungo periodo discusso lo scorso anno con Racing Point. Spezza una lancia in favore di Checo anche Ross Brawn, ma è poca cosa vista la penuria di soluzioni realmente percorribili per restare in Formula 1: “Perez ha espresso una grande prestazione e, l’ho detto in passato, sarebbe un drama se non fosse in Formula 1 il prossimo anno.

La promessa di Lewis: posso fare ancora meglio

Il suo posto sullo schieramento lo ha più che meritato e se sei un team che vuole un piota competitivo in grado di sfruttare ogni opportunità, Perez è il tuo uomo”. Una sponsorizzazione tutta sul curriculum, su solide prestazioni – e un lungo elenco di buoni, dove non ottimi, compagni di squadra regolarmente battuti o con i quali si è misurato allo stesso livello – destinata a non essere sufficiente nel quadro attuale del mercato.