Con Carlos Sainz accanto a Mattia Binotto e Charles Leclerc c’è stata la prima rappresentazione plastica di un nuovo inizio Ferrari. Sebastian Vettel ha fatto parte di un percorso al quale sono mancati i risultati sportivi per i quali aveva sposato la causa Ferrari e, dopo Abu Dhabi, diventa un parlarne al passato, di Seb.

Lui parla, anche e ancora, del recentissimo 2020 vissuto in pista, intervistato dal Roger Benoit su Blick. Parla del microcosmo che un pilota deve sentire intorno a sé, in un team: Penso che l’ambiente sia molto importante per tutti i piloti affinché possano ottenere buone prestazioni. Forse qualcuno più di altri è più suscettibile ai ‘rumori di fondo’. Però, soprattutto in questi tempi difficili è di enorme supporto sapere di avere alle spalle una famiglia integra”.

Lasciare tutto anzitempo e la responsabilità

Le 17 gare corse quest’anno sono state un lungo calvario con ben poche luci, su tutte il bel podio arrivato in Turchia. È stata anche una stagione nella quale verificare quanto, la futura Aston Martin oggi Racing Point, fosse più veloce della Ferrari SF1000 e il desiderio di anticipare il cambiamento è passato tra i pensieri di Seb: “Sì, certo, ma era anche chiaro che dovevo ancora concludere il mio lavoro in Ferrari. Non sono un sostenitore delle cose abbreviate, il percorso andava portato fino ad Abu Dhabi, anche se ci saremmo aspettati un finale diverso”.

Adesso c’è la fase del relax in famiglia, staccare con la Formula 1 prima di catapultarsi nella nuova avventura Aston Martin da gennaio: “Dopo Abu Dhabi ero semplicemente contento di poter tornare a casa dopo 3 settimane. Ovviamente sarà per tutto il mondo un Natale un po’ di verso questa volta. Però è ancor più importante per mia moglie e per me che i nostri figli continuino a crescere con i valori che contano davvero: onestà, rispetto e umanità”.

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Lewis fonte di motivazione

Rispetto come quello, reciproco, che lega Seb a Lewis Hamilton, tra i primi a sentire una volta avuta la notizia del mancato rinnovo in Ferrari: “mi ha chiamato subito dopo la cattiva notizia in primavera. Abbiamo avuto modo poi di parlare altre volte, scriverci, mi ha sempre risollevato il morale e motivato ad andare avanti e io avevo svariati motivi di congratularmi con lui per i grandi risultati. Lui ha avuto spesso motivi per potersi dispiacere di quanto mi accadeva”.

Un mentore per Mick se vorrà

Per un Vettel che in Ferrari è un capitolo del passato, c’è Mick Schumacher a guardare al futuro, il debutto in Formula 1 con Haas e la promessa di Seb di esserci, in una sorta di “debito di riconoscenza” da saldare: Sono stato davvero contento quando ha conquistato il sedile in Haas. È una promozione meritata dopo un gran titolo vinto in Formula 2. ovviamente sa come non sarà un anno facile, come non sarà sulla strada dell’esplosione in Formula 1. Mick potrà venire da me ogni volta che vorrà, sono qui per lui come suo padre Michael c’è stato per me. Adesso posso restituire qualcosa”.