Mai così male da quarant’anni. La Ferrari al sesto posto nel Costruttori non la si vedeva dal 1980, dato statistico che certifica il 2020 da incubo della Rossa.

Campionato da dimenticare per Mattia Binotto che, nella conferenza stampa di fine anno, ha voluto rimarcare come la stagione andata in archivio non sia stata all’altezza del blasone di Maranello. Una bocciatura totale, senza cercare scuse nonostante l’anno segnato dalla tragedia della pandemia, eppure non tutto da buttare, perché il Cavallino Rampante non ha perso l’orgoglio. Il team principal, infatti, ha dichiarato come tutta la squadra sia pronta a ricostruire sulle macerie del 2020 per tornare ad essere vincente nel futuro.

Il bilancio di fine anno

“E’ stato un anno difficile per la Ferrari, siamo stati inadeguati - ha detto senza mezzi termini - Per la prima volta, dal 2016, abbiamo concluso il campionato senza vittorie. Dal 1980 non finivamo sesti in campionato, la stagione è stata molto più difficile di quello che ci aspettavamo”.

Che sarebbe stato un anno nero, in Ferrari, lo si era capito fin dai test invernali come lo stesso Binotto ha ammesso: “Lo abbiamo capito ai test di Barcellona che la vettura non non era abbastanza veloce come speravamo”.

Poi è scoppiata la pandemia, l’inferno in Terra che ha segnato il 2020. Quattro mesi di lockdown che hanno imposto decisioni difficili, ma dalle quali la Ferrari non si è tirata indietro. Pur sapendo di avere una vettura perdente tra le mani, La Ferrari ha accettato la decisione della FIA di congelare le vetture 2020, per usarle nel 2021 e rimandare così il debutto delle nuove monoposto a effetto suolo nel 2022. Una scelta di responsabilità per il bene del motorsport, difesa da Binotto: “Al momento del lockdown, la Ferrari ha agito in modo molto responsabile per il bene del motorsport e della F1, accettando di posticipare le regole dal 2021 al 2022, mentre stavamo concentrando gli investimenti sul nostro 2021. Abbiamo acconsentito a congelare una macchina non competitiva, per contenere i costi di sviluppo ed evitare tracolli per le squadre più piccole. Una decisione difficile, ma che andava presa per il bene di tutti”.

E con queste condizioni di partenza, il campionato iniziato a luglio in Austria non poteva che finire male. Anzi, è andato peggio del previsto. “Non ci aspettavamo una stagione così complessa, non solo dal punto di vista delle prestazioni, ma anche dal punto di vista di tutte le situazioni che abbiamo dovuto affrontare. C’è poco da dire, siamo stati inadeguati, non all’altezza dello standard della Ferrari. Siamo molto delusi per questo e ne sentiamo la responsabilità, verso l’azienda e i tifosi, ma sono abbastanza sicuro che quest'anno ci renderà più forti per il futuro”.

Piloti: ciao Vettel, forza Leclerc e Sainz

Futuro che sarà senza Sebastian Vettel: “Ha avuto un anno difficile - lo ha salutato Binotto - Non si è mai trovato bene con la macchina. Ma nonostante tutto si è comportato da professionista esemplare, anche se era arrivato il momento di separarsi farà sempre parte della famiglia Ferrari”.

Ma che vedrà in Leclerc e Sainz i nuovi alfieri. Una coppia giovane e affamata come non la si vedeva a Maranello dal 1968: “Charles è cresciuto molto quest'anno, indipendentemente dalle difficoltà è cresciuto nella gestione della gara, delle gomme, ma è cresciuto anche come persona, cercando sempre di essere positivo e anche nella comunicazione. Sono convinto che abbia tutto per far bene nelle prossime stagione. Molto contento della scelta di Carlos, del suo arrivo: quando lo abbiamo scelto abbiamo pensato alla sua capacità di portare la vettura al traguardo, importante per il titolo costruttori. Quest'anno l'ho visto crescere molto in qualifica, è più veloce, arriva con noi un pilota completo, molto forte in gara. Mi aspetto che possa essere un avversario difficile per Charles, saranno liberi di correre, non c'è gerarchia: non c'è un numero 1 e un numero 2, l'importante è che all'inizio della stagione possano entrambi esprimere al meglio le proprie capacità”.

Obiettivi del 2021

La risalita, dunque, riparte da qui. Da nuovi piloti, da un nuovo motore che “Al banco sta girando bene” ha anticipato il team principal e dallo stesso gruppo di lavoro, con pochi rinforzi che “Negli ultimi 5 anni è stato l’unico a mettere pressione alla Mercedes in più occasioni. Ci è riuscito in passato, può farlo in futuro” ha caricato Binotto.

Ben consapevole, però, che colmare il gap verso i migliori non sarà immediato. La SF21, questo il nome della prossima monoposto, per regolamento, nascerà attorno a un motore nuovo, ma sul telaio vecchio e con aerodinamica di poco evoluta per rispettare il limite di sviluppo al CFD del 60% che tocca alla Rossa.

“Dobbiamo essere realisti - ha ammesso Binotto - il divario che ci separa dai migliori è ampio, ma dobbiamo guardare anche ai team con i quali abbiamo lottato quest’anno. Per regolamento, AlphaTauri e Racing Point potranno lavorare sulle vetture con meno vincoli di noi e McLaren avrà il motore Mercedes. Quindi, non sto dicendo che potremmo finire secondi o terzi. Ma credo che questa squadra possa fare una stagione migliore rispetto a quanto fatto nel 2020 e provare a recuperare posizioni in classifica per essere più vicini ai primi di quanto lo siamo stati nell’ultimo campionato. Dobbiamo tornare ad essere almeno secondi o terzi”.

Occasione da non fallire

Il 2021, diventa così un crocevia. Il team dovrà capire come concentrarsi su due vetture, perché se da un lato c’è da allestire la SF21 nel miglior modo possibile, dall’altro c’è da progettare la campagna 2022 con la nuova vettura 2022, quella che nascerà con il nuovo regolamento. Dal primo gennaio, infatti, alle squadre sarà consentito iniziare a lavorare sulle vetture a effetto suolo, quindi sarà vitale stabilire le priorità che influenzeranno il prossimo biennio.

Un vero e proprio punto cruciale per Binotto, che ha ribadito come sarà importante gestire le risorse contingentate dal budget cap per non perdere l’occasione data dalla stagione 2022, nella quale si partirà con monoposto completamente nuove dal punto di vista aerodinamico. Contesto che porterà la squadra a una programmazione diversa e molto meno assidua degli aggiornamenti sulla SF21.

Il bilancio finale tracciato da Binotto, riparte da qui. Dalle esperienze da salvare dal 2020, dal tempo ed energie investite per ristrutturare asset e organizzazione e permettere a tutto il team di imparare dagli errori e fare tesoro delle esperienze. La voglia di tornare a vincere è tanta, anche perché: “Un’altra stagione come il 2020 non ce la possiamo concedere”.