Quella di correre a Jeddah, su un circuito cittadino, era l'unica soluzione praticabile per avere un Gran Premio dell'Arabia Saudita in calendario nel 2021. Qiddiyah, un impianto permanente, sarà pronto non prima del 2023. Così, dal gennaio del 2020 si è lavorato per ricavare la migliore configurazione possibile nell'area costiera di Jeddah, in un progetto realizzato dal team F1 Motorsport insieme allo studio Tilke. 

"Abbiamo lavorato molto da vicino, quel che volevamo era un circuito da corsa, non volevamo una pista Mickey Mouse. Non volevamo quei vecchi circuiti cittadini classici con curve a 90 gradi (non manca qualche passaggio; ndr). 

Vogliamo piste veloci e scorrevoli, circuiti che siano sfidanti per i piloti e che andranno ad amare", dice Ross Brawn.

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Come tutti i tracciati cittadini, la progettazione si è dovuta muovere entro alcuni limiti fisici, "siamo stati però fortunati ad avere delle aree nelle quali siamo stati in grado di progettare da zero, quindi siamo riusciti a costruire davvero dei punti avvincenti", aggiunge Brown.

Varietà di curve e spazi limitati

L'accento su una pista impegnativa per i piloti e in grado di gareggiare "ruota a ruota" è ricorrente, anche se dalle simulazioni l'idea che ci si fa è di molti punti dalla traiettoria unica, sui passaggi più veloci.

"La sfida più impegnativa è stata capire come realizzare un concept di tracciato entro i limiti di una striscia di terra piuttosto stretta, che avesse comunque delle sezioni con curve rispettabili e un'ampia gamma di velocità in curva, non semplicemente una tracciatura fatta di tornanti, curve strette e rettilinei", dice il responsabile della Prestazione veicolo della F1, Craig Wilson.

Brawn assicura sorpassi veri

A voler cercare puti simili con altre piste - per stessa ammissione di Brawn, presenti - la seguenza di curve veloci, le esse di ritorno verso il traguardo, sono una scelta non distante a quella presentata per il circuito di Hanoi, un altro cittadino, per il GP del Vietnam finito nel dimenticatoio - causa problemi legati dell'organizzatore locale - prima ancora di disputarsi la prima edizione.

"Potrebbero esserci alcune similitudini con altri circuiti, ma abbiamo guardato alla progettazione dalla prospettiva dei principi fondamentali. Non si tratta di una curva che funziona su quella pista, da inserire in questa. Quel che è cruciale è la combinazione di curve e lo sviluppo dei rettilinei tra le curve, come introduce le diverse parti del circuito.

Non puoi solo copiare e incollare qualcosa da un'altra pista in un contesto diverso, potrebbe non funzionare". 

A Jeddah si correrà in notturna, scenario quindi garantito nella spettacolarità. All'azione in pista il compito di essere all'altezza, con Ross Brawn a dare la propria visione di spettacolo: "Vogliamo azione ruota a ruota, grandi gare e non solo un sorpasso su un lungo rettilineo, con il DRS e un tornante alla fine. Vuoi che il pilota dietro si avvicini abbastanza per prendere la traiettoria in curva, vuoi curve complesse dove un pilota può prendere l'interno, costringere l'altro all'esterno, poi battagliare sulla curva successiva. Questo, per me, è gareggiare, questo è un vero sorpasso".