Toto Wolff è sul piede di guerra. Red Bull ha dalla sua una regolarità a prova di normative vigenti. Così, verso Baku, la vicenda dell'ala posteriore flessibile. Si cambierà "metro" di giudizio solo dal GP di Francia, lasciando che in Azerbaijan si possa, ancora, sfruttare una flessibilità dell'ala in movimento sulla quale la FIA ha ritenuto di dover intervenire. Lo ha fatto con tempi in differita perché le squadre debbano rientrare nel nuovo, più probante, test.

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Venti di protesta

Wolff, dopo il GP di Monaco, ha chiarito come Mercedes sia pronta ad avanzare una protesta formale davanti ai commissari di gara nel week end di Baku e, se non bastasse, ricorrere in appello presso la Corte internazionale della FIA. Minacce o una determinazione vera che si tradurrà in fatti nel week end del GP d'Azerbaijan? 

Marko e la Red Bull regolare

In attesa di scoprire le carte di ciascun giocatore, Helmut Marko avanza sulla linea di una Red Bull regolare a test di misurazione della flessibilità vigenti: "Cambieremo la nostra ala in modo che superi i nuovi test, come richiesto e nei tempi richiesti dalla FIA. Non sarà possibile però a Baku, non possiamo farlo perché dobbiamo adattare l'intero posteriore e produrre una nuova coda".

Poi, un riferimento al 2020, a Mercedes e al DAS: "In Formula 1, gli avversari guardano da vicino quando qualcuno ha una cosa particolare in macchina. L'abbiamo fatto noi lo scorso anno quando Mercedes aveva la novità del DAS. La FIA dichiarò il sistema illegale ma venne loro consentito l'utilizzo fino all'ultima gara del campionato. Abbiamo accetto quella soluzione, perché Mercedes non accetta che venga fatto allo stesso modo sulla nostra ala posteriore?", chiede ai microfoni di Sport1.

Se Mercedes punta il dito contro l'ala posteriore Red Bull (e non solo), a Milton Keynes reclamano verifiche con carichi superiori sull'ala anteriore, ritenuta flettere eccessivamente sulla W12. Tanto quanto Red Bull, la pronta replica di Wolff a Montecarlo. 

I dubbi su una vera protesta

"Ci aspettiamo anche che vengano inaspriti i test sull'ala anteriore, è giusto sia così. Soprattutto sull'ala anteriore della Mercedes è la candidata principale per una potenziale protesta. 

Mercedes dovrebbe avanzare protesta contro 8 squadre, oltre a noi ci sono Ferrari, Alfa Romeo e Alpine interessati. Vogliono davvero farlo  e provocare un grande scandalo? Non penso", scommette Marko.

La storia recente dice che in nessun caso, dall'olio in camera di combustione bruciato dalle PU Mercedes in eccesso, ai cerchi sempre Mercedes con effetti aerodinamici, fino alla power unit Ferrari 2020, si è arrivati tra top team a proteste formali nel corso di un week end di gara. Piuttosto, richieste di chiarimenti e direttive tecniche FIA a seguirsi una dopo l'altra. Con un quadro già accertato dalla FIA e i correttivi definiti in vigore dal 15 giugno, sarà un gentlemen agreement destinato a saltare e registrare una protesta formale a Baku?