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L'arancione è il colore più felice

Secondo Frank Sinatra l'arancione era il colore più felice, e Max Verstappen potrebbe tranquillamente sposare questo aforisma. Deve aver fatto un certo effetto anche a lui, un tipo apparentemente glaciale ed incapace di provare troppe emozioni, rivedere oltre 70mila persone ad applaudirlo lungo tutto il circuito. La marea orange da questo weekend poteva tornare e per la Red Bull non poteva esserci giorno migliore: contento il pilota, contenta la squadra, contenti tutti quelli che si sono presentati in circuito con una maglia arancione. Possiamo stare qui a chiederci se abbia avuto un senso passare dal “niente” a “tutto”, cioè dal passare alle tribune semi-deserte ad un pienone di pubblico, ma di sicuro volevano esserci loro, ai quali è bastato un certificato di vaccinazione od un tampone negativo per sentirsi sicuri ed ovattati in un nucleo di persone che ha un'unica fede. Folle adoranti un solo atleta si sono viste raramente nel mondo dello sport, e Max Verstappen pare stia entrando in una categoria di eletti che vanno oltre al risultato sportivo. Del resto, è uno che in pratica ha tre GP di casa: tra Austria (corsa di casa del team), Belgio (pur se di nazionalità olandese, Max è nato in Belgio e prima del rientro di Zandvoort quella di Spa era la tappa più vicina al suo paese) e la rientrante Olanda Max può sentirsi a casa su ben tre piste differenti, in autodromi in cui è l'idolo indiscusso.

Indiscussa è anche la sua leadership al momento: tra lui ed Hamilton ballano 32 punti, ma sono le prestazioni a far paura. Della macchina certo, ma anche del pilota: è diventato uno con certezze granitiche, non incline all'errore, “chirurgico” come lo ha definito Christian Horner. Per Verstappen questa è la prima vera occasione della vita di vincere un titolo e fin qui la sta sfruttando alla grande. Senza Baku, sarebbero state ben cinque vittorie di fila. A proposito dell'Azerbaijan, un brivido c'è comunque stato nella domenica trionfale dell'olandese: il team si è accorto di un taglio nella posteriore sinistra ed ha chiamato subito ai box il suo pilota di punta, evitando spiacevoli conseguenze. Avendo il margine per farlo la Red Bull ha effettuato subito il pit-stop e questo è stato un vantaggio per Max, che ha potuto prendersi anche il giro veloce: un astronomico 1'06”200. Era il pilota con gomme più fresche in pista, ma non è stata solo questione di pneumatici: significa che Max per tutta la corsa aveva del margine che ha tirato fuori in quell'occasione per mettere al sicuro il punto del giro veloce. Inutile starla a menare troppo su questioni tecniche, la forza della Red Bull nelle mani di Max Verstappen è stata eccezionale nelle due gare in Austria, senza possibilità di replica. Adesso Silverstone: e se finisce bene pure lì...

Sterzi a parte: La Red Bull la sfida l'ha già vinta

La classifica Piloti

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