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Re Lewis VIII

Sta lottando per diventare otto volte re del mondo, per adesso si accontenta di essere otto volte re di Silverstone. Là dove ci sono sempre tutti ai suoi piedi: 356 mila nel fine settimana, oltre 140 mila solo ieri. Tutti lì per tifare lui, l'uomo che ieri li ha fatti sognare con una rimonta strepitosa regalando loro la sensazione che per questo mondiale sia tutt'altro che finita. Con una Mercedes ed un Hamilton così non era finita nemmeno alla vigilia di Silverstone, figurarsi dopo l'Inghilterra, quando nello spazio di circa due ore i punti di ritardo sono crollati da 33 a 8. Penalizzazione a parte, Hamilton ha corso da campione: sapeva che perdere il duello del primo giro sarebbe significato con alte probabilità perdere il Gran Premio, per questo è rimasto attaccato con le unghie a Verstappen. Prima del botto, Lewis è stato strepitoso nel fintare l'esterno e poi buttarsi all'interno della Copse, una curva che quando lui ha cominciato si affrontava con velocità decisamente inferiori. E sempre a Copse ha portato a casa il sorpasso decisivo nei confronti di Leclerc, altrettanto strepitoso nella domenica inglese. Ha vinto Lewis, ma non ha perso Charles. A quest'ultimo è bruciata, e forse brucerà ancora: ma ha poco da rimproverarsi. Con la gomma dura è scoccato l'Hammer time ed il sette volte campione del mondo ha iniziato a girare su tempi inavvicinabili per tutti: era il giro 31 quando si è liberato di Norris, ne mancavano 21 ed il ritardo dalla Ferrari era di 12”8. Lo ha preso e passato dopo 19 passaggi, e fanno quasi sette decimi al giro recuperati di media in questa fase di gara. Ce l'ha fatta a vincere, e spuntarla a Silverstone era diventato quasi vitale per la corsa all'iride: serviva contrastare una Red Bull formidabile, il che aveva richiesto un grande sforzo alla Mercedes, arrivata in pista con una W12 rinnovata nell'aerodinamica. Anche dal punto di vista dell'assetto, il team anglo-tedesco ha rivoluzionato il set-up di base scaricando molto la vettura per guadagnare velocità in rettilineo, una scelta opposta rispetto alle abitudini Mercedes delle ultime stagioni. Una scelta che ha pagato in qualifica, ma che avrebbe pagato meno in gara per la tenuta sulle gomme e per la capacità di stare in scia nelle curve ad un'altra macchina: ecco perché Hamilton ha fatto di tutto per stare davanti in gara. Come si è visto nella Qualifica Sprint, una volta dietro alla Red Bull sarebbe stato molto complicato passare. Problema risolto con una toccata che rischia di diventare l'immagine simbolo della stagione.

Hamilton replica a Max: "Continuerò a gareggiare duramente e lealmente"

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