Eh già, siamo di nuovo qua. Quattro settimane volate via in un silenzio pressoché totale, per la mancanza di annunci che invece era lecito aspettarsi durante la pausa estiva. L'unica certezza è che per il momento la F1 2021 ha perso un pezzo, nel senso che in pieno agosto è arrivata l'ufficialità che anche per quest'anno dovremo fare a meno di Suzuka. Intanto però arriva Spa-Francochamps, con il GP del Belgio (Guarda tutta la Formula 1 su NOW). Tracciato suggestivo, iconico, spettacolare. Se la chiamano l' "Università delle 4 ruote", un motivo c'è.

Max ha due gare in casa

Il filo del discorso riparte da due gare che hanno dato una svolta al mondiale, leggasi Silverstone e Budapest. Due tappe che hanno deciso, sin qui, la classifica della prima parte del campionato 2021, un campionato che Max Verstappen non vuole assolutamente mollare. Il Belgio per lui è una seconda terra: è di nazionalità olandese, ma è nato ad Hasselt, nelle Fiandre, e nelle Ardenne ha sempre goduto di una nutrita fetta di sostenitori, che mai però sono riusciti a vederlo vincitore. Per il pilota della Red Bull saranno due appuntamenti da non sbagliare: dopo Spa ci sarà Zandvoort, che segnerà il ritorno dell'Olanda in F1. Sarà come avere due GP di casa, un'opportunità da cogliere al volo. Con 8 punti di ritardo in classifica si può ancora fare, anche se Hamilton e la Mercedes hanno rimesso il muso davanti.

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Sviluppi: sì o no?

Solitamente in Belgio, prima gara dopo la sosta, era sempre lecito aspettarsi una buona quantità di sviluppi, ma quest'anno non sarà così. Mercedes e Red Bull non molleranno l'osso, perché è vero che c'è una rivoluzione tecnica nel prossimo futuro, ma è anche vero che c'è un mondiale tutto da giocare e nessuno dei due vuole alzare bandiera bianca. Toto Wolff ha fatto sapere che sulla W12 non ci saranno ulteriori novità aerodinamiche, per cui l'attenzione dei campioni in carica si sposterà su ciò che è meno visibile all'occhio, mentre da parte di Milton Keynes non ci sono state dichiarazioni al riguardo al momento di scrivere. Per cui, sin dal venerdì attenzione ai dettagli tecnici, per due vetture che sulla carta dovrebbero essere molto vicine in termini di prestazione. 

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La ricetta per Spa

Quella belga è una pista molto veloce, con il primo ed il terzo settore di potenza ed il secondo più guidato, per un'equazione non scontata sull'assetto, anche se solitamente si va in pista con carichi medio-bassi. Avere velocità sul dritto è molto importante, ma essere troppo scarichi significa soffrire di più nelle curve e soprattutto mandare più in crisi le gomme (in pista C2, C3 e C4 per questo weekend), e vista l'ampia percorrenza delle curve (tante piuttosto veloci) ecco perché gli assetti sono sempre meno estremi rispetto a Monza. I piloti impiegano il pedale dell'acceleratore per circa l'80% del tempo sul giro, e basta questo per sottolineare quanto i cavalli delle Pu siano un fattore determinante a Spa, così come lo sarà la gestione dell'ibrido: sia sul giro secco che in gara, avere una perfetta gestione della batteria su un tracciato di 7004 metri (il più lungo del mondiale) con così tanti tratti da fare in pieno non sarà affatto facile. Da un punto di vista meccanico invece conta avere una vettura reattiva e precisa in ingresso curva, con la trazione che ricopre un ruolo meno importante: le curve più critiche per scaricare a terra la potenza sono l'uscita dalla Bus Stop (curva 18 e 19, in pratica l'ultima chicane) e la Source, alias curva 1, un'uscita determinante perché chi esce male da qui poi si "porta" l'errore giù per la discesa verso Eau Rouge-Radillon e per tutto il rettifilo del Kemmel fino a Les Combes, un tratto notevole in cui la perdita di tempo può essere corposa. Sempre sul lato della meccanica, occhio alle altezze da terra: la pista è un continuo sali e scendi con una forte decompressione tra le già menzionate Eau Rouge e Radillon, un aspetto da tenere in considerazione non solo per evitare danni sul fondo ma anche per evitare perdite improvvise di deportanza dovute all'eventuale interruzione del flusso.

Attenzione alla pioggia

Come si è visto dunque quella di Spa-Francorchamps è una pista dalle tante insidie, anche se la principale è meteorologica: nelle Ardenne basse temperature e pioggia fanno spesso capolino, ed in più di un'occasione le precipitazioni rischiano di mettere in crisi team e piloti; su una pista così lunga, può capitare che da una parte piova e dall'altra no, con difficoltà nella scelte delle gomme, anche come tempismo. Per adesso la F1 sembra andare incontro ad un fine settimane molto bagnato, che potrebbe garantire una gara molto imprevedibile con possibili sorprese.