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Max, il re ed il profeta

Max re d'Olanda oppure, se preferite, Max profeta in patria. In entrambi i casi si tratta di un successo, anche se al momento chiamarlo profeta pare più indicato: per essere re c'è ancora tempo, un tempo scandito dalle nove gare che restano, o dovrebbero restare, da disputare in questo campionato. Verstappen re vuole esserlo al più presto, ed a Zandvoort si è rimesso sulla strada giusta riprendendosi la leadership del mondiale che aveva perso dopo la giornataccia di Budapest, terra di un passaggio a vuoto per colpe non sue. Ma tra il Belgio e l'Olanda ha recuperato 11 punti ad Hamilton e adesso lo guarda di nuovo dall'alto, sebbene 3 punti, in questa stagione, non siano garanzia di un bel niente con ancora tanti GP da correre. Però Max ha ritrovato il sorriso, potendo contare su una Red Bull che è andata a meraviglia. La RB16B, e non serviva di certo Zandvoort per ricordarlo, è una macchina che dispone di un carico aerodinamico elevatissimo dovuto dal corpo vettura, una qualità che garantisce tanta deportanza a prescindere dagli assetti decisi in base a questa o quella pista. Ma su un tracciato che offriva poche interpretazioni dal punto di vista dell'assetto, la Red Bull ha potuto contare sui pregi del suo progetto 2021, un progetto che poggia anche su un'eccellente tenuta dal punto di vista meccanico. Ed è questo probabilmente che ha fatto la differenza rispetto all'Ungheria, dove invece in qualifica Max aveva sofferto di più. Non che nel sabato sul mare del Nord sia stata una passeggiata: Hamilton aveva concluso a soli 38 millesimi, un niente che rischiava di contare tantissimo, anche se il distacco era stato viziato dal guasto al Drs occorso sulla vettura di Verstappen, un problema costato due decimi, forse qualcosa in meno al momento che la Mercedes, rispetto alla vettura rivale, aveva scelto un assetto leggermente più scarico, forse perché già rassegnata a partire dietro. Questo non è bastato, così come non è bastato poter disporre di due monoposto contro una soltanto: altro merito di Max, bravo a non farsi incatenare nella trappola studiata con Bottas. E questo è un altro gran merito di un pilota che vuole fortemente il mondiale.

Sterzi a parte: E adesso Max merita il mondiale

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