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Sant'Halo

Insomma, chissenefrega dell'estetetica se poi i risultati sono questi. L'Halo, dalla sua introduzione nel 2018, ci ha già evitato due, forse tre situazioni piuttosto drammatiche. Nel primo caso successe a Spa, con Alonso a decollare su Leclerc alla Source: Charles, ancora in Alfa Romeo-Sauber, scese senza preoccupazioni ma sul dispositivo, colorato di bianco sulla sua macchina, era evidente la strisca nera lasciata dalla ruota di Alonso. Il secondo caso in cui l'Halo ha fatto più che il suo dovere è stato con Romain Grosjean in Bahrain, lo scorso anno, “dividendo” il rail che, altrimenti, avrebbe colpito in piedo la faccia del pilota della Haas. E da ieri può raccontare la sua esperienza anche Lewis Hamilton, con degli scatti alquanto raggelanti con la ruota di Verstappen appena sopra la sua testa. E' andata bene, poteva andare malissimo. Nelle corse l'imprevisto c'è sempre, perché “motorsport is dangerous” e questo non va dimenticato, ma se Romain e Lewis oggi ci sono, probabilmente, è anche per merito di un lavoro reputato mai eccessivo in tema di sicurezza. E se la F1 è l'apice della tecnologia a quattro ruote, è giusto lo sia anche in questo campo.

Ufficiale: tre posizioni in griglia per Verstappen al GP di Russia

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