GP Qatar, l'anteprima: Losail, l'una tantum tutta da scoprire

GP Qatar, l'anteprima: Losail, l'una tantum tutta da scoprire© Getty Images

Il Circus fa tappa per la prima volta nella sua storia in Qatar, paese che si è garantito una permanenza decennale in F1 dal 2023, ma non sulla pista che domenica vedrà andare in scena la 20° tappa di questo mondiale

Matteo Novembrini

18 novembre

Il Losail International Circuit è lì da 17 anni, ma prima nessuno aveva preso in seria considerazione l'ipotesi di correrci un Gran Premio di F1. A Losail c'era già il Motomondiale, inoltre il Circus a quattro ruote la sua gara nel Golfo Persico se l'era già fatta poco più in là, nell'isola del Bahrain. Era il 2004 e mentre la F1 sbarcava a Sakhir, la MotoGP lo faceva a Losail. Evidentemente, le riflessioni di una pandemia hanno portato i qatarioti a voler entrare in F1 anche loro. L'edizione 2021 del GP del Qatar sarà una specie d'anteprima: si correrà quest'anno a Doha, poi ci si rivedrà direttamente nel 2023 con una pista tutta nuova.

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Losail insomma vedrà le F1 sul suo asfalto per una volta soltanto con un destino già segnato, ed in un certo senso è questo che dà fascino all'unica del Circus a Doha. Per di più perché come la gara scorsa e quelle che verranno dopo, rappresenta un altro momento di assoluta importanza per il mondiale 2021. C'è da capire, o quantomeno provare a farlo, se le prestazioni che la Mercedes ha messo in atto ad Interlagos siano replicabili o meno: se lo fossero, sarebbero dolori per un Max Verstappen che sì è ancora leader del mondiale, ma che è rimasto impotente, in Brasile, di fronte alla cavalcata del rivale. Hamilton sarà giustamente galvanizzato dalla doppia rimonta di Interlagos, dove una guida sopraffina da parte dell'inglese si è unita ad una Mercedes strepitosa, addizione che ha portato alle prestazioni superlative dei campioni in carica. Performance che dopo qualche giorno fanno ancora discutere per il livello mostrato: una chiave di lettura potrebbe essere quella di una power unit fresca utilizzata con un livello di potenza superiore, in particolare ai bassi regimi, che hanno garantito al numero 44 una velocità irraggiungibile per gli altri in fase di accelerazione, con una curva di potenza poi superiore per tutti i tratti rettilinei a quella della Red Bull di Verstappen.

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La vera domanda dunque è se l'eccezionale superiorità sul versante motoristico potrà ripetersi anche in Qatar. A Losail, del resto, ci sarà uno dei rettilinei più lunghi del campionato, con il tratto che va dall'ultima curva fino alla prima che supera il chilometro di lunghezza. Mercedes potrà garantirsi gli stessi livelli di potenza in Qatar, e poi nelle ultime gare del mondiale? Dalla risposta può dipendere molto, perché del resto la Mercedes non ha mai avuto problemi in quanto a potenza pura: le preoccupazioni erano (e sono) legate all'affidabilità, ed in nome della tenuta spesso le Frecce Nere sono state costrette a girare a regimi più conservativi per evitare rotture. Con soli 4 GP da coprire però, Lewis potrebbe avere il lusso di correre con mappature più spinte nelle ultime gare, un fattore che gli garantirebbe un indubbio vantaggio nella lotta al titolo: ed ecco perché, se le prestazioni della Pu Mercedes verranno confermate, la Red Bull in pratica non avrebbe altra scelta che sostituire a sua volta il motore sulla vettura di Verstappen, per dare all'olandese l'opportunità di battagliare ad armi quasi pari con il suo avversario. Senza sostituzione, l'olandese sarebbe costretto a percorrere ben 8 GP con la stessa unità: non il massimo nel rush finale di una lotta iridata così tesa.

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Losail, una pista con tanti fattori

Il motore a Losail conterà molto, ma sarà solo uno dei fattori che entreranno in gioco. Una pista inedita richiede sempre parecchi margini di errore nelle valutazioni della vigilia, soprattutto in un mondiale così equilibrato. Ovviamente conterà tantissimo il lavoro a casa, al simulatore, con i piloti titolari che prima del trittico cominciato in Messico si sono preparati a lungo su un tracciato nuovo. A Doha le squadre troveranno una pista che dopo il lungo rettilineo di partenza offre una lunga sequenza di curve, quasi tutte veloci, che dovrebbero far virare gli ingegneri verso un carico aerodinamico medio-alto (come caratteristiche tecniche Losail la si può paragonare a Silverstone), anche se si terrà sempre in grande considerazione il solito compromesso tra deportanza in curva e resistenza sul dritto. Ad eccezione di curva 6 e curva 10 (due pieghe verso sinistra a gomito, con angolo di curvatura piuttosto stretto) le curve sono ad alta percorrenza (per lo più tra quarta e sesta marcia), il che richiederà un carico verticale elevato. Per quanto visto in questa stagione, avere tante curve veloci è una buona cosa per la Mercedes, che quest'anno ha sofferto molto di più nei tratti tortuosi rispetto alla Red Bull, tratti che però sono praticamente assenti sul circuito qatariota.

Attenzione poi a gomme e temperature: Pirelli porterà le tre mescole più dure della gamma, con la C1 alla sua ultima apparizione stagionale, per far fronte ai carichi che saranno costrette a sopportare, cui si aggiunge la cautela per essere su una pista al debutto senza riferimenti storici. L'asfalto poi è abrasivo, altro motivo per cui la casa milanese ha preferito non prendersi rischi. Trovare le giuste regolazioni meccaniche a livello di sospensioni non sarà facile, perché è facile ipotizzare una pista piuttosto sporca nelle prime sessioni, dal momento che la sabbia su questi tipi di circuiti è molto invadente; le squadre quindi dovranno essere brave ad indovinare l'evoluzione della pista, sia per quanto riguarda la gommatura della traiettoria che le temperature: FP1 ed FP3 andranno in scena in condizioni differenti rispetto a qualifica e gara, dal momento che l'escursione termica nel deserto, dopo il tramonto, è più marcata rispetto ad altri circuiti. Attenzione, dunque, alle FP2, l'unica sessione in cui le squadre potranno provare nelle condizioni che troveranno in prova ed in gara. 

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Ferrari può permettersi di gestire

Fare pronostici quest'anno è stato quanto mai difficile, e lo sarà ancora di più per due gare inedite come Qatar ed Arabia Saudita. Detto di Red Bull e Mercedes che devono giocarsi un mondiale, dietro di loro restano due battaglie aperte e accese per tutto il corso dell'anno, e sono quelle per la terza e la quinta piazza nella classifica Costruttori. Tra Messico e Brasile la Ferrari ha dato uno strappo forse decisivo in graduatoria, con la McLaren che dopo la vittoria sfiorata in Russia è progressivamente calata fino ad accusare 31,5 punti di ritardo nei confronti del Cavallino. Il team di Mattia Binotto si ritrova quindi nella situazione di poter gestire eventuali fine settimana complicati, forte di un vantaggio che con sole tre gare rimaste rappresenta un cuscinetto prezioso. Parità assoluta invece tra AlphaTauri ed Alpine: i faentini stanno correndo con un pilota a mezzo servizio (Tsunoda) ed uno che invece quest'anno pare in stato di grazia (Gasly); non la migliore condizione per affrontare un rush finale, ma le A521 sono sembrate in affanno negli ultimi GP, motivo per cui c'è speranza per l'ex Minardi. Il Qatar, per entrambe le compagini, può rappresentare un'occasione.

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