Mercedes e il pit di Hamilton: "Non c'era una scelta giusta"

Mercedes e il pit di Hamilton: "Non c'era una scelta giusta"© J.Krenek/Mercedes F1

Mike Elliott spiega le alternative a disposizione di Mercedes e le ragioni del confronto con Lewis: fare un secondo pit o restare in pista sotto SC, quale la scelta giusta a Miami?

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Redazione

4 giorni fa

"Gli ingegneri hanno la visione complessiva della corsa" è la giustificazione solita che si porta a spiegare scelte strategiche, il più delle volte quando c'è divergenza di vedute tra pilota e muretto.

A Miami, quella visione non ha portato Mercedes a dettare una linea a Lewis Hamilton, interrogando il pilota sulla scelta se rientrare per cambiare gomme in regime di Safety Car o restare in pista. La replica di Lewis, in sintesi: ditemelo voi cosa devo fare.

Ecco, lo scenario sfavorevolissimo a Hamilton si è verificato per la strategia differenziata scelta da Mercedes con Russell, a correre su gomma dura la prima parte di gara e ritrovarsi con la finestra ideale per il pit con l'ingresso della Safety Car.

Lewis sfortunato con i tempi della SC

Mike Elliott, direttore tecnico Mercedes, ha riletto il momento chiave per la gara di Hamilton, a perdere la posizione a vantaggio di Russell: "La Safety Car è entrata in un momento del tutto sbagliato per Lewis. Se non l'avessimo fermato, avrebbe comunque avuto George alle spalle con una gomma molto più nuova. Se si fosse fermato avrebbe perso la posizione su George.

Avrebbe potuto contare su una gomma nuova ma l'unica a disposizione che avevamo era la dura o la morbida. Si può pensare che la morbida sarebbe stata una buona soluzione, però noi sapevamo che si sarebbe surriscaldata molto rapidamente. E l'avrebbe fatto ancora di più perché si sarebbe trovato dietro George, a battagliare in pista e questo avrebbe portato ancora più calore sulle gomme".

Il confronto con Hamilton 

Che fare, quindi? James Vowles ha chiesto la visione di Hamilton. "Ci siamo trovati in una posizione tra incudine e martello, non c'era una vera risposta giusta.

Abbiamo lasciato che ci dicesse cosa voleva fare perché non c'era una cosa giusta o sbagliata da fare e, a volte, i piloti hanno in macchina sensazioni migliori di quelle di noi ingegneri a guardare i dati. 

Sono state esclusivamente le circostanze che si sono verificare a far sì che Lewis perdesse la posizione a causa della Safety Car", aggiunge Elliott.

"Purtroppo Lewis è stato sfortunato già un paio di volte con la Safety Car, è così che vanno le cose e speriamo che nel corso della stagione si bilanci con episodi che lo avvantaggino con le tempistiche delle Safety Car nelle prossime gare".

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