Poco meno di 500 km competitivi per scoprire il deserto, quello arabo che ritroverà a gennaio, al via della Dakar 2020. Fernando Alonso si presenta con Marc Coma al via del Al Ula-Neom Cross Country Rally con un Toyota Hilux tutto nuovo, porterà in gara la stessa specifica che avrà alla partenza della Dakar, a gennaio.

L’appuntamento non è rilevante sotto il profilo sportivo, tappa della serie nazionale Toyota Desert Rally, piuttosto conta perché presenterà paesaggi e tipologia di terreno da Dakar, nella cinque giorni di gara che si concluderà il 9 novembre.

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“Per me questa sarà la prima volta in Arabia Saudita, sto scoprendo il paese e il terreno che ci aspettiamo di trovare alla Dakar. È grandioso poter correre in Arabia Saudita nel corso della nostra preparazione continua. Con Marc abbiamo completato alcuni chilometri di shakedown, abbiamo una macchina del tutto nuova, per assicurarci che funzionasse tutto, è importantissimo verificare che siamo pronti al 100%, essendo la macchina che useremo alla Dakar”, ha commentato Alonso.

DESERTO PIÙ CONGENIALE

Dalle difficoltà vissute nel Rally del Marocco, le scelte di navigazione, il terreno insidioso e roccioso, a uno scenario diverso in Arabia, “il deserto è completamente diverso dal Marocco, un terreno più facile e piatto. Non ci sono pietre né rocce e penso mi adatterò meglio a questa tipologia di rally, ha proseguito Fernando, nelle parole riportate da Marca.

Un apprendistato che prosegue e la necessità di improvvisare e farsi guidare dall’intuito, diversamente dalle sfide su pista, in un confronto sul quale Alonso torna per dire: “In Formula 1 puoi arrivare a conoscere bene i circuiti, guadagnare esperienza in ogni curva. Nei rally cross country, come in Arabia o in Marocco, il terreno è sconfinato, non puoi conoscerlo tutto. Ci sono tanti elementi da tenere in considerazione ed è molto difficile conoscere tutti gli aspetti”.