Dakar 2020: Peterhansel, corsa selettiva. Al-Attiyah aspetta le dune

Dakar 2020: Peterhansel, corsa selettiva. Al-Attiyah aspetta le dune

Le reazioni dei primi tre della generale dopo la prova che da Neom ha portato la carovana della Dakar ad Al Ula, con le insidie principali concentrate nel finale e nei passaggi tra le rocce

Fabiano Polimeni

8 gennaio 2020

Un terzo di Dakar 2020 è alle spalle e, in testa alla generale, Sainz-Cruz guidano con 3 minuti di margine su Al-Attiyah-Baumel e 11” su Peterhansel-Fiuza.

Prova speciale lunga e difficile, questa quarta tappa, soprattutto nel finale, con i big tra le auto tutti a segnalare l’impegno nei passaggi tra le rocce. Vince Peterhansel, prima affermazione in questa Dakar 2020 per il pilota francese e Paulo Fiuza, navigatore dell’ultima ora col quale migliora l’intesa.

“E’ una bella sensazione dopo tutti i problemi avuti nei primi giorni, anche se abbiamo comunque sofferto una foratura e ci siamo persi una volta. Non è stata una tappa impeccabile, però è grandioso centrare la vittoria”, racconta al traguardo.

“È stata dura guidare l’assalto e Carlos ha perso del tempo, però ha fatto un lavoro eccezionale visto che non ha impiegato molto a tornare in strada. Oggi può considerarsi l’MVP.

C’erano più pietre del previsto e gli ultimi 60 km sono stati davvero difficili. Io e il mio copilota iniziamo a comunicare in modo più sereno e accurato, stiamo migliorando. Questa nuova Dakar è brillante, ha tutti gli ingredienti: paesaggi incredibili, navigazione insidiosa e abbastanza difficoltà da fare selezione. Finora gli organizzatori sono stati perfetti”.

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Al-Attiyah attendista, Dakar è ancora lunga

Secondo ad Al Ula (2’26” di ritardo) e secondo nella generale, Nasser Al-Attiyah resta in “agguato” e aspetta le dune: “Abbiamo fatto davvero un buon lavoro ma non è stata una giornata facile. È stata molto insidiosa, l’ultima parte abbiamo provato a spingere e non è stato semplice.

Certi passaggi erano davvero difficili ma va bene, sono piuttosto contento. Guardo a domani, arriveranno le dune sul percorso. Oggi non abbiamo avuto forature, non abbiamo preso nessun rischio. Abbiamo provato a salvare tutto perché è ancora una gara lunga.

Ho cambiato stile di guida, dovevo davvero affrontare certe parti andando sul sicuro e spingere in altre”.

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Sainz: finale difficilissimo

Attardato di 7 minuti, Carlos Sainz non ha usato mezzi termini per definire il finale di tappa: “È stata una giornata dura, con tante pietre soprattutto negli ultimi 100 chilometri. È stato uno dei tratti più difficili più complessi che abbiamo mai affrontato, con pietre enormi. Siamo riusciti comunque a portarla a casa senza grandi problemi e a mantenere la leadership”.

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