Nella giornata dello stop a moto e quad alla Dakar, dopo la tragedia che ha colpito la carovana domenica, con l’incidente mortale di Paulo Gonçalves, Serradori e Lurquin mettono la firma sull’ottava tappa.

Vorrei dedicare la vittoria a Paulo, perché sono un ex motociclista. Non è facile trovare le motivazioni dopo una giornata come quella di ieri, lo stesso vale per il mio copilota Fabien. Però siamo due lottatori in macchina e sono felicissimo del risultato.

È una storia bellissima, la prova di ieri è stata molto difficile, abbiamo commesso un errore e pagato un duro prezzo (31’ di ritardo da Sainz; ndr). Stamani ci siamo rimboccati le maniche e lasciato tutti alle spalle”, il racconto di Serradori, la cui partecipazione alla Dakar, come lo scorso anno, è accompagnata da un pregevole scopo benefico: per ogni chilometro completato, Serradori-Lurquin doneranno 1 euro a supporto dell’associazione Léo, impegnata in aiuto delle famiglie di bambini malati di cancro.

Alonso celebra la navigazione di Coma

Una seconda settimana di Dakar che porta in secondo piano i grandi, i tre contendenti alla vittoria finale, lasciando spazio all’outsider Serradori e al secondo posto di Fernando Alonso e Marc Coma. Correre una speciale tra i primi tre, se possibile provare a vincerne una, erano gli obiettivi indicati da Fernando dopo le primissime frazioni.

Oggi abbiamo corso una giornata incredibile, purtroppo abbiamo avuto una foratura e perso un po’ di slancio ma la speciale è stata quasi perfetta e Marc è stato incredibile.

Nella navigazione tra le dune, anche nell’ultima parte, abbiamo visto i ragazzi davanti a noi perdersi un po’ e abbiamo guadagnato del tempo. Questa speciale di Marc è stata magica”, racconta Alonso.

Niente moto niente tracce

Le condizioni della prova, senza moto e quad sul percorso - per la cancellazione della speciale decisa ieri - i primi a partire tra le auto si sono trovati “al buio” nella ricerca dei passaggi migliori.

Condizione che ha avuto un ruolo, come ammette Fernando: “Non avere le moto in prova cambia tanto, soprattutto per le prime 2 o 3 macchine. Non hanno avuto il ritmo degli altri giorni e io ho tratto vantaggio dal partire indietro. Come ho detto, non so chi sta arrivando in decima o undicesima posizione ma avrà tracce ancora più semplici. Sono felice d’aver concluso la giornata senza problemi, è stata una speciale bellissima e piuttosto veloce, con tante dune. È andata bene”.

Meglio sulle dune

Resta il rammarico per quel che avrebbe potuto offrire una Dakar corsa senza la zavorra delle ore perse al secondo giorno, per il danno riportato alla sospensione. L’imprevisto fa parte della corsa, non sarebbe la Dakar altrimenti.

Tra gli scenari affrontati finora, i passaggi su fondo duro, tra le pietre, sono risultati i più ostici per il pilota spagnolo, viceversa più competitivo nell’affrontare le dune: “Non so per quale motivo, però sono i passaggi sui quali mi sento più a mio agio, sembra che riesca a trovare un buon ritmo e mi sto godendo finora questa seconda settimana della Dakar”.

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