Due settimane tra deserto e dune, per coprire più di settemila km, ci cui 4767 cronometrati, divisi in 12 tappe. La Dakar 2021, che si terrà dal 2 al 15 gennaio 2021 in Arabia Saudita, ha svelato il suo percorso, meno veloce e più tecnico rispetto all’ultima edizione vinta da Carlos Sainz.

Con le novità di regolamento previste - 180 km/h di velocità massima per la classe T1 e road book svelato pochi minuti prima della partenza - gli organizzatori hanno voluto livellare il più possibile le prestazioni per rendere la sfida più appassionante.

Toyota, per la nuova campagna, non ha più Alonso, ma punta a vincere il rally raid più difficile del mondo con una Hilux rinnovata in sospensioni, motore e gomme e con una line-up formata da quattro equipaggi. Confermati Giiel De Villiers e Alex Haro Bravo, ingaggiate nuove coppie formate da Henk Lategan/Brett Cummings e Shameer Variawa/Dennis Murphy, ma la Toyota di punta resta quella arrivata seconda lo scorso anno, quella di Nasser Al-Attiyah e Mattheu Baumel.

Il pilota qatariota è apparso molto carico nell’intervista in video conferenza organizzata dal team Toyota, alla quale abbiamo partecipato assieme ad altri colleghi della stampa nazionale e internazionale.

Le difficoltà del tracciato

“Sono molto contento di tornare in Arabia - ha esordito - Abbiamo imparato molto dall’esperienza della passata edizione e sono sicuro che la prossima Dakar andrà molto bene per noi. Nonostante le restrizioni dovute alla pandemia da Coronavirus sono riuscito ad allenarmi bene e mi sento al 100%. Certo, la situazione non è facile e al bivacco dovremo rispettare le restrizioni per il rispetto della bolla, ma non sarà un problema per me. Alla fine non mi muovo mai da lì, resto sempre con la mia squadra per preparare le tappe, dobbiamo solo concentrarci sul nostro lavoro per provare a vincere”.

Poi, non poteva mancare un commento sul tracciato della Dakar 2021 appena presentato: “Ho seguito la conferenza, sono contento che l’organizzazione abbia scelto di rendere il tracciato meno veloce e più tecnico, Non vedo l’ora di iniziare! Dobbiamo essere veloci e precisi fin dall’inizio, inoltre credo che la tappa Marathon sarà veramente lo snodo decisivo dell’intera Dakar. Rispetto all’anno scorso c’è una tappa che percorreremo in senso opposto, inoltre vedremo più montagne e dune. Da quello che ho visto, il tracciato darà più importanza alle capacità dei piloti. In generale sarà molto difficile fin dall’inizio, ma ho imparato molto dall’anno scorso e voglio mettere in pratica l’esperienza che ho maturato. Sainz e Stéphane Peterhansel sono veloci, li rispetto, ma sono preparato e voglio vincere”.

La nuova Hilux

Anche l’Hilux è andata “in palestra” per prepararsi al meglio. È stato modificato il motore per attenersi al limite di velocità, ma sono stati fatti interventi anche a sospensioni e gomme. Un aggiornamento necessario per rendere la macchina più guidabile e affidabile, perché i problemi avuti nella prima settimana di gara nel 2020, hanno avuto effetti su tutta la passata edizione.

“Nella scorsa edizione eravamo forti, potevamo vincere - ha proseguito Nasser - Ma abbiamo perso tempo che non siamo più riusciti a recuperare. Con BF Goodrich abbiamo lavorato molto per superare i problemi del passato, sono molto contento dei risultati che abbiamo avuto nei test. In generale non c’era bisogno di rivoluzionare la macchina, gli aggiornamenti fatti erano quelli necessari per giocarcela contro i buggy”.

I rivali

I velocissimi buggy a due ruote motrici non sono gli unici rivali. Anzi, la pattuglia degli avversari è molto nutrita, infatti oltre ai soliti Sainz e Peterhansel, non vanno sottovalutati Nani Roma, Loeb e Meeke.

“Rispetto molto Sainz e Peterhansel per quello che hanno fatto, poi, soprattuto con Carlos ho avuto parecchie battaglie negli ultimi anni e ci divertiremo anche quest’anno. Bisogna stare attenti anche alla ProDrive, perché hanno dimostrato di essere forti in tante occasioni, ma anche se la Dakar è difficile per tutti, guardo più a noi che agli altri: abbiamo fatto un gran lavoro di preparazione, possiamo ottenere ottimi risultati”.

Chi non ci sarà, invece, è Fernando Alonso che, dopo l’esperienza del 2020, non parteciperà alla prossima edizione perché ha ottenuto quello che voleva di più, un sedile in F1.

“Avere avuto Fernando con noi è stato fantastico, è un lottatore e sono convinto che abbia le qualità per giocarsela. Sono sicuro che, una volta chiusa l’esperienza in F1, tornerà qui per provare a vincere la Dakar”.

Doppietta nel mirino

Chiusura dedicata ai progetti futuri perché, alla soglia dei 50 anni, di obiettivi da centrare ce ne sono molti, specialmente se si chiamano Olimpiadi.

“Mi sento bene e me ne vado da Toyota solo se mi cacciano - ha concluso sorridendo - Poi, nel 2021 parteciperò a Tokyo alla mia settima Olimpiade, sarebbe molto bello iniziare l’anno con una grande Dakar e chiuderlo con un altrettanto bel risultato ai Giochi”.