Costretti in casa. Tempestati ora dopo ora da aggiornamenti drammatici. Un bollettino di guerra. Libertà personali ormai inesistenti. Vite spezzate. Un virus maledetto. Terribile. Invisibile. Un dramma. Notizie sempre più inquietanti. E altre che fanno pure incazzare. Ne pesco una dal mazzo che, in questi giorni è scivolata nel mare della rete, spazzata via dalle onde malefiche del coronavirus ma che è stata fastidiosa e irritante. Riguarda le esternazioni che Bernie Ecclestone ha rivolto a noi italiani. Rispondendo a una domanda su un futuro di Lewis Hamilton a Maranello, Mister E ha specificato: «Un passaggio alla Ferrari non funzionerebbe, perchè loro sono italiani. Questo significa che dovrebbe imparare la loro lingua, perchè sarebbe l’unico modo per capire cosa dicono alle sue spalle. Il problema con tutti gli italiani è che non vogliono litigare, non vogliono avere discussioni con nessuno. Invece di ammonire qualcuno che non sta facendo un buon lavoro dicendo: ‘Risolvi la questione tu o lo farò io, ma voglio i risultati’, loro dicono: ‘Andiamo a cena, in modo da poterne parlare. Siamo amici’».

F1, Carey: "Mondiale tra le 15 e le 18 gare"

Ho il massimo rispetto per Bernie Ecclestone, ma non è questo il punto. Basterebbe entrare nello studio di un qualsiasi avvocato del Bel paese per scoprire che la propensione al litigio dell’italiano è ben al di sopra dei livelli di guardia. E che le questioni da noi si risolvono molto di più nell’aula di un tribunale che attorno a una tavola imbandita. Ma caro Supremo, certe esternazioni avrebbe potuto risparmiarsele. Gli italiani hanno mille difetti, ma proprio in questi momenti stanno dando una prova che gli inglesi (per ora) manco si sognano.

Nuovo Sterzi a Parte: Mario Andretti incita l'Italia

Perchè se il modello è quello sbandierato al mondo, in un primo momento, dal loro primo ministro Boris Johnson allora sono ancora più orgoglioso di essere italiano. Prima che cambiasse idea lo spettinato ministro di Sua Maestà ha offerto la cifra esatta che spesso anche oltre la Manica si apre bocca senza accendere il cervello. Detto questo trovo poco sopportabile che veniamo etichettati come falsi proprio dall’ex padrone della Formula Uno, che si è arricchito a dismisura anche grazie agli italiani e ai molti pranzi chiarificatori citati ad esempio sbagliato da Ecclestone...

Così è venuto del tutto automatico dedicare la copertina di questo numero di Autosprint ad Antonio Giovinazzi, al suo casco tricolore e ai messaggi di speranza che lancia attraverso una lunga intervista al nostro Alessandro Gargantini. E' la nostra risposta a chi continua ad etichettarci con pizza, spaghetti e mandolino. Oltre una stagione di Formula Uno che (forse) scatta solo a giugno, la rivoluzione regolamentare che scivola dal 2021 al 2022, al panico e alla paura di questi giorni terribili da noi si resta uniti, anche senza andare a cena.

Ultima nota: da questa settimana inauguriamo un nuovo filone narrativo. Sono i racconti della passione magistralmente elaborati da Mario Donnini. Con tutto il Motorsport fermo ai box, certe storie hanno il potere di riunirci tutti attorno a un unico focolare mentre si lotta per spegnere ogni tipo di focolaio.