E poi d’un tratto esplode il mercato. Deflagra in un giovedì di primavera, preceduto da una ridda di voci e ci proietta in una nuova dimensione. In una Formula Uno che, ancora, fatica a mettere insieme tutti i tasselli del puzzle per poter riaccendere le power unit e dare finalmente inizio al Mondiale 2020 si guarda oltre. Forse per non pensare al presente.

Messa la data di scadenza sulla storia (per ora) senza lieto fine tra la Ferrari e Sebastian Vettel, salutato l’arrivo di Carlos Sainz a Maranello, annotato il passaggio di Daniel Ricciardo dalla Renault alla McLaren, preso nota che Fernando Alonso potrebbe tornare in F.1 proprio al posto dell’australiano resta una grande sensazione di sospeso che moltiplica l’attesa.

Sainz, mi manda Alonso: quante analogie tra i due

Perché il tutto reca la data del 2021 ma intanto ci saranno mesi di sfida e riflettori puntati addosso per scoprire l’effetto che fa veder correre piloti che sanno già che il loro futuro sarà altrove, magari sognando che questi mesi che li separano dal nuovo traguardo passino il più in fretta possibile.

Il ritornello è sempre lo stesso. Sono tutti professionisti, pronti a dare il meglio e a far bene fino all’ultimo giorno in cui indossano una casacca.

È un discorso noto nel mondo dello sport ma spesso sono anche belle parole buttate lì perché poi c’è da fare i conti con la natura umana.

Che non sempre è così perfetta. Ma tutto questo lo scopriremo solo vivendo...

Intanto il popolo rosso inizia a discutere il dopo-Vettel. Sebastian non è mai riuscito ad avere un effetto trascinante e totalizzante tra gli aficionados del Cavallino, non ha mai parlato alla pancia dei tifosi nonostante le sue dichiarazioni d’amore per la Rossa.

Spesso è finito nel mirino e poi con l’arrivo di Charles Leclerc è andato a occupare un posto di secondo piano nel cuore dei tifosi.

E non è solo una questione legata ai risultati. Spiegando come mai la Ferrari ha scelto di non proseguire l’avventura con Vettel e perché al suo posto è stato scelto Carlos Sainz, Mattia Binotto ha sottolineato: "Abbiamo iniziato un nuovo ciclo che ha come obiettivo ultimo tornare al vertice della F.1. Sarà un percorso lungo e non privo di difficoltà, soprattutto nello scenario di un quadro economico e regolamentare che sta cambiando in maniera repentina e che impone di affrontare questa sfida in maniera differente rispetto al recente passato".

Nel frattempo in questa F.1 già proiettata verso il futuro, c’è anche un’ultima bozza di calendario che prevede 19 Gp.

Stagione compressa tra l’inizio di luglio e la metà di dicembre e ancora tanti dubbi sparsi in mezzo a quelle date che andranno a comporre il puzzle di un Mondiale che alla luce di tutto quello che è successo in questa settimana si annuncia pieno di pathos.

Speriamo che sia arrivato il momento di rimettersi davvero in moto.