Portimao, distretto di Faro, in Algarve, sud del Portogallo, paradiso delle vacanze con vista sull’oceano Atlantico e dentro l’estuario del fiume Arade. Trecento chilometri sotto Estoril, pista-icona in F.1 tra il 1984 e il 1996, riparte la storia lusitana da Gp in una stagione maledetta che proprio in Europa è riuscita a edificare un campionato stravolto dalla pandemia. Un grande ritorno portoghese dentro la prima volta di una pista nuova per tutti, meno che per Lewis Hamilton, che da quelle parti ha già girato in un test quando ancora era al servizio della McLaren.

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Sembra una storia già scritta, all’interno del solito copione che ormai da anni manda in scena il weekend da Gran Premio. Non resta allora che varcare l’ingresso della chiesa che su una collina domina Portimao e chiedere la grazia alla Nossa Senhora da Conceicao per assistere a un qualcosa di diverso e magari inedito, perché ormai è evidente che solo un intervento divino può regalare un copione un po’ più frizzante del solito.

Lo sperano anche in casa Ferrari, perché questo Mondiale 2020 si sta rivelando una vera Via Crucis con troppe stazioni in cui espiare le colpe per una monoposto nata male. Il Cavallino combatte ma non scalcia dentro le sabbie mobili di un campionato dove attualmente occupa la sesta piazza nel Mondiale Costruttori.

Le corse sono diventate orrende, non trovate?

Così alla vigilia del Gp del Portogallo, abbiamo fatto il punto della situazione con Simone Resta, responsabile della progettazione del telaio della Rossa, intervistato da Alberto Sabbatini. "Anche a Portimao nel prossimo Gp avremo degli sviluppi sulla SF1000 che hanno una duplice valenza: farci recuperare posizioni e indicarci se la strada presa è quella giusta", ha raccontato l’ingegnere romagnolo del Cavallino che ha poi aggiunto: "Il gap da recuperare è tanto ma stiamo portando in pista soluzioni e concetti aerodinamici che ci serviranno per sviluppare la vettura del 2021. Il prossimo anno rifaremo il posteriore della monoposto pensiamo che il retrotreno sia l’area che permetterà più margine di sviluppo tra telaio e aerodinamica".

Leggi qui l'intervista esclusiva di Autosprint a Simone Resta

Lavorare in un presente difficile per mettere in piedi un futuro diverso: non ci sono altre strade adesso da percorrere per Maranello. Ripartire dagli errori per crescere e maturare nuove consapevolezze per fare un nuovo ritorno verso posizioni diverse. E a proposito di grandi ritorni. Quello di Fernando Alonso, che rientra in F.1 con una sempre più ambiziosa Renault, è una gran bella storia dal sapore romantico. Altrettanto bella e romantica è Imola, che si prepara a ospitare di nuovo un Gp di F.1 nel fine settimana successivo a quello del Gp del Portogallo. Un grande evento, al quale Autosprint dedicherà un lungo speciale sul prossimo numero.