L'editoriale del Direttore: Una F1 da brivido e Rovanpera mito dei rally

L'editoriale del Direttore: Una F1 da brivido e Rovanpera mito dei rally

Tra Silverstone e Tartu, il Motorsport scrive pagine bellissime raccontando sfide al limite, passaggi epocali, clamorose vittorie e nuovi record. Tanta carne al fuoco su una griglia rovente dalla quale emerge una Ferrari clamorosamente efficace con Leclerc e un Kalle che con i suoi 20 anni diventa il più giovane rallista di sempre ad aggiudicarsi una gara valida per il campionato del mondo

Andrea Cordovani

19 luglio

Una domenica da stropicciarsi gli occhi dentro a un weekend destinato a lasciare un segno nella storia delle corse. Sbaffi indelebili che si riverberano nel futuro raccontando un presente incredibile. Tra Silverstone e Tartu, il Motorsport scrive pagine bellissime raccontando sfide al limite, passaggi epocali, clamorose vittorie e nuovi record. Tanta carne al fuoco su una griglia rovente dalla quale emerge una Ferrari clamorosamente efficace che fino a due giri dalla fine è stata padrona della scena con un Charles Leclerc davanti a tutti, a un passo dal sogno e dalla conquista di quella vittoria che manca tremendamente al popolo rosso. È invece finita con un secondo posto, dietro allo squalo Lewis Hamilton, capace di limare il distacco suppletivo che si è portato sulle spalle dopo crash al via con Max Verstappen, e addentare la Rossa proprio mentre stava per riportare nella tana quel successo che manca dal 2019.

Una Ferrari che ha fatto saltare i suoi tifosi sul divano, per poi contorcersi con ansie e palpitazioni mentre un gigantesco Leclerc vedeva il suo distacco assottigliarsi e Hamilton correre incontro al suo ottavo sigillo nella sua Silverstone. Già la pista inglese, quella di casa Mercedes, che ha fatto segnare il nuovo record di 356mila spettatori nel fine settimana, rilancia Sir Lewis nella corsa al titolo iridato (ha limato il suo distacco da Verstappen a meno otto) e manda un messaggio al campionato fortissimo. «Non molliamo mai, Lewis», ha detto via radio Toto Wolff nel giorno in cui le sue Frecce si sono ritrovate efficaci e appuntite. Certo la manovra con la quale si è in pratica decisa la sfida, con Verstappen finito pesantemente a muro, è destinata ad avere un’eco pesante all’interno di un duello già super-incandescente.

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Ma quello che ci siamo appena messi alle spalle è stato un weekend dove storia e futuro si sono prese a braccetto regalandoci un presente fuori dagli schemi. Dalla pole del venerdì, al debutto della F.1 Sprint con intermezzo per mettere sotto ai riflettori le forme della monoposto per il 2022, l’anno di un’inizio di una nuova era. Intanto, appena inaugurate, le alchimie applicate al Mondiale di Formula Uno dividono. Fanno discutere. La novità ha spesso questi effetti. Ma c’è un però. Tra i tanti pareri ascoltati in giro ce n’è uno che fa riflettere. È quello di Daniele Audetto che sottolinea: «Eliminare la pole è un sacrilegio. Meglio lasciare la pole al venerdì, la sprint race al sabato con punteggio dimezzato per i primi dieci e griglia invertita per i primi dieci per il Gp di domenica. Salviamo la storia e la tradizione e miglioriamo lo show per aumentare spettatori e telespettatori e far felice Liberty Media. Ma la pole col giro della morte alla fine non può sparire così… Sacrilegio! ».

Parole scritte col cuore di appassionato che Autosprint sente di condividere nella consapevolezza che si farà di tutto per non alterare il Dna dei Gp, che in questa stagione stanno vivendo un periodo di eccezionale agonismo.

Se a Silverstone la F.1 ha vissuto un fine settimana incredibile e pieno di novità in chiave futura, altrettanto pesante e clamoroso è quando accaduto nel Mondiale Rally. Dove Kalle Rovanpera piomba tutto di traverso al centro della scena e con i suoi 20 anni diventa il più giovane rallista di sempre ad aggiudicarsi una gara valida per il campionato del mondo. Fa riscrivere la storia della specialità questo figlio d’arte finlandese, talento cristallino e i tratti del vero predestinato. Kalle è stato un bambino precocissimo. A tre anni guidava i quad, a 5 la macchina. È un autodidatta: ha imparato guardando i video e stando a fianco del papà Harri. A otto anni stupiva il mondo di You-Tube. Quasi un milione di visualizzazioni per vedere quel terribile bambino guidare sul ghiaccio, controsterzando come fosse rincorso dal demonio delle corse. Dopo quel video 6 anni più tardi si presentava al via del primo rally in carriera, sfruttando il regolamento che in Lettonia consente ai quattordicenni di prendere parte alle gare.

Due anni dopo conquistava il titolo lettone, facendo esperienza anche in Italia lia per essere pronto al debutto nel Mondiale, datato 2017. Le prime esperienzecon le WRC2, i primi clamorosi segnali di una classe straripante. Poi l’approdo alla Toyota, un percorso di crescita fatto anchedi alcuni inevitabili fuori programma e ora impreziosito dalla prima vittoria iridatadella carriera che fissa un nuovo limite e rende anziani i precedenti record conquistati dal suo team principal Jari Matti Latvala (a segno a 22 anni) e ancora prima Henri Toivonen davanti a tutti al RAC del 1980 quando aveva 24 anni. A dare la precisa immagine del suo dominio basta leggere il distacco 59”9 del primo dei suoi inseguitori: Craig Breen. Parlando di Rovanpera, il due volte iridato dei rally Carlos Sainz in tempi non sospetti, sottolineava: «Kalle è incredibile. Veramente. È giovanissimo e penso che batterà tutti i record anche quelli che adesso paiono impossibili da superare. Ricordo ancora quando il papà gli faceva i video e lui a 8 anni faceva delle cose al volante di una macchina da corsa davvero eccezionali. Fantastico quello che faceva con un volante tra le mani».

Ancor più circostanziato il parere di Timo Jouki, manager di Rovanperae scopritore di talenti che in passato ha lanciato i super assi Juha Kankkunene Tommi Makinen: «Ha un grande talento naturale, incredibile per tutte le cose che funzionano a motore, credo molto in lui e nelle sue qualità. Ci sono tutte le premesse perché sia lui il prossimo finlandese campione del mondo rally». Già i rally. Gli ultimi due round della serie iridata ci hanno regalato altrettante storie miste tra favola e passione. Si è così passati da Sobieslaw Zasada che con i suoi 92 anni ha stupito il mondo al Safari, diventando il più anziano pilota al via di una gara iridata, all’impresa smargiassa di Kalle Rovanpera, 20 primavere rigogliose, entusiasmante protagonista in Estonia, il più giovane vincitore nel circo iridato del traverso d’autore: quando vuole, il Motorsport si scopre pieno di carezze e terribilmente romantico.

E a proposito di romanzi. Il prossimo Autosprint Gold Collection in uscita in edicola in questi giorni mentre l’Alfa Romeo al centro della scena con il rinnovo della parterneship con Sauber in F.1, racconta i momenti magici che hanno contrassegnato il marchio sotto l’egida dell’Autodelta dove giganteggiava l’ingegner Carlo Chitida Pistoia. Proprio in questi giorni in cui il Biscione ha deciso di prolungare il suo impegno in F.1 è bello andare a rileggere il passato di un marchio nel cuore di tutti i veri appassionati di corse che si scaldano ancora con certe memorie capaci di continuare a farci sognare.

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