Una gara sotto al diluvio così pazza che viene stravolta all’ultimo giro, in cui quasi tutte le monoposto rimangono senza energia. Il primo ePrix della storia della Formula E sul circuito Ricardo Tormo ha un finale totalmente inaspettato con Da Costa, dominatore e leader assoluto dalla pole position e poi per tutta la corsa, che si ferma a un giro dalla fine facendosi sorpassare e finendo così in nona posizione. A guadagnarci è De Vries, che aveva sempre tampinato il portoghese, e che bissa la vittoria di Ryad.

Ma la Mercedes festeggia non una ma ben due volte visto il terzo gradino del podio di Vandoorne, partito ultimo per la penalità in qualifica dopo aver conquistato la pole, che consente al team della Stella di passare al comando della classifica costruttori a quota 105 punti. Un sorpasso nei confronti della Jaguar, che rimane seconda a 21 lunghezze di distanza, e che paga una giornataccia sotto la pioggia di Valencia con Bird a chiudere la Top 10 ed Evans ritirato. Stappa lo champagne anche la Dragon Penske con Mueller in grande spolvero e con un gran sorriso, che è riuscito a rimontare un 22° posto in griglia di partenza.

Safety Car protagonista

La pioggia e le condizioni climatiche della pista, decisamente peggiori rispetto a quelle viste all’ePrix di Roma, obbligano le monoposto a partire dietro la Safety Car. E sarà proprio la Mini elettrica a condizionare le strategie e le prestazioni dei team, visto la sua continua entrata in pista e le conseguenti decurtazioni di Kw decise dalla direzione di gara. Già dal via si capisce che non sarà un sabato facile per la Formula E con lo stop e go di Di Grassi, che si becca la penalità per la sostituzione del cambio; lo segue Mueller con un drive through. Ma nemmeno il tempo di completare il giro che a Lotterer si blocca l’anteriore, va lungo e carambola su Buemi, che finisce sulla ghiaia immobile.

La bandiera gialla per la direzione di gara diventa subito una Full Course Yellow: gara congelata dai commissari per rimuovere in sicurezza la Nissan. Ad approfittare del caos è Lynn che si prende il terzo posto di prepotenza su Guenther e via radio riceve l’ordine dalla Mahindra: “Vai a prendere De Vries, ora!. Ma non c’è bisogno perché la fortuna vuole che poco dopo è proprio il tedesco a fregarsi con le sue stesse mani: frenata brusca, bloccaggio e monoposto spenta nella ghiaia. E la BMW è costretta al ritiro. Con l’ennesima SC il duello per la prima posizione è tutto tra Da Costa e De Vries, con la Mercedes velocissima che decide come strategia di non sorpassare la DS Techeetah (premiata dal Fanboost) ma di sfruttare la scia del leader. Tattica vincente, che consente soprattutto di risparmiare l’energia che l’olandese recupererà nell’ultimo giro. 

Alla mezz’ora i contatti tra le monoposto diventano ormai una giostra impazzita con l’alternanza della SC. A soffrire di più sono le Jaguar che cercano di recuperare dopo la partenza dalla 20esima con Bird ed Evans. L’australiano, 17° in griglia, prima rientra ai box per un problema alle gomme e poi è costretto anche lui al ritiro. La gara iniziata male per Sette Camara finisce ancora peggio: dopo il contatto con Vandoorne, che impatta anche su Mueller, si gira e rimane nella ghiaia. A meno di dieci minuti dalla fine vanno k.o. anche Mortara, Wehrlein (addio all’ultima Porsche rimasta) e Nato. 

Da Costa sbaglia tutto

Sul finale come dicevamo, Da Costa che assaporava la vittoria sbaglia tutto. Ma non è il solo, in realtà sono quasi tutti i team a toppare strategia, non riuscendo a reimpostare le energie con 14 Kw in meno totali: a due due giri alla conclusione sono in pochi a ricordarsi che la bandiera a scacchi non è prevista in quel momento. E proprio all’ultimo giro la classifica e la gara vengono sconvolte. Su tutti Da Costa, che si ferma al traguardo facendosi sorpassare e finendo con un amarissimo 9° posto, dopo aver dominato tutta la gara.

Sono tanti però i piloti che restano a secco, fermi in pista rendendo il Round 5 a Valencia decisamente grottesco. A pagare però è anche chi ha peccato di troppa energia, infrangendo le direttive di gara come Sims e Rowland, squalificati, e Vergne e Di Grassi a zero punti. Nota positiva le Virgin, con Cassidy 4° e Frijns 6° che riscattano una brutta qualifica. Domani appuntamento alle 14 per il bis col Round 6, sperando che almeno ci sia il sole e un finale meno caotico.