Il diavolo veste grigio, oggi. Ma un tempo andava in giro per il paddock con il più iconico abbigliamento rosso. Di camicie, Ross Brawn ne ha cambiate tante, in trentacinque anni di Formula Uno. Ma da almeno una ventina si porta dietro la fama di furbo, di uomo al di sopra delle regole. O addirittura, come sostiene qualcuno, di “autore-ombra” dei regolamenti, dettati letteralmente ai delegati Fia. Dicono che anche per questo Bernie Ecclestone non lo possa vedere («in Mercedes - disse qualche mese fa - adesso hanno Lauda e Toto Wolff. Può bastare»). Ma poi fu proprio Bernie a proporlo per un cavalierato dopo la vittoria nel mondiale 2009, propiziata dal famoso “doppio fondo”. Un’altra onorificienza, ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica, gliel’abbiamo data noi italiani all’epoca della Ferrari. E all’Italia, Ross è rimasto in qualche modo legato. «Come vanno le cose da voi? Avete un governo, adesso? Mah, mi ricordo che anche quando stavo a Maranello la vostra politica non era proprio stabile...». Formula One World Championship, Rd4, Bahrain Grand Prix, Practice, Bahrain International Circuit, Sakhir, Bahrain, Friday 19 April 2013. Nemmeno la sua, di posizioni, appare tanto stabile al momento. Con la Mercedes Gp in procinto di essere giudicata dal tribunale della Fia, Ferrari e Red Bull chiedono sanzioni pesanti per il test “segreto” della W04 a Barcellona dopo il Gp. Ma Ross reagisce con forza a queste accuse: «Ma quale segreto! Era un test Pirelli, da un anno loro chiedevano una mano e nessuno li aiutava. Di comunicazioni, tra la Pirelli e le squadre, ce n’erano state tante. Da parte nostra, avevamo avuto un problema con Lewis in Bahrain (la delaminazione della gomma, ndr) che ci aveva preoccupato molto. Ci siamo sforzati di aiutare la Pirelli, e nessun altro sembra averlo fatto». La questione delle gomme per il Canada («sapevamo che c’erano, ma non sapevamo quali erano, il test era anonimo») ormai è superata. A Montréal le coperture “evoluzione” ci saranno, ma solo per le prove libere. Così ogni squadra potrà collaudarle. Intanto, però, la Mercedes Gp ha vinto a Monaco e tutto il paddock si chiede se sia solo un episodio, oppure se dalle pole position a raffica, la Mercedes Gp sia pronta per passare ad altrettante vittorie. Magari proprio grazie a quel test. Con Ross analizziamo i problemi di pneumatici avuti nelle prime gare. «Le gomme di oggi hanno caratteristiche per cui, se superi la loro “capacità”, ne limiti fortemente la durata. Basta poco, basta un cinque per cento sopra il limite. E può essere dovuto sia al pilota, che alla vettura. Noi riteniamo di avere fatto progressi, ma è sempre difficile prevedere il comportamento da una pista all’altra. A Monaco avevamo visto nelle prove del giovedì, sulla distanza, risultati incoraggianti. Si trattava solo di vedere come si sarebbero comportate le gomme se i piloti avessero dovuto lottare l’uno con l’altro. In generale, però, il rapporto fra il rendimento in qualifica e quello in gara è ancora da migliorare. Questa è la nostra priorità al momento». Nico Rosberg - In assoluto, qual è lo “stato di forma” della Mercedes di oggi? «Dobbiamo far riferimento a un anno e mezzo fa, quando mi resi conto che bisognava riorganizzarsi. In precedenza, ci aspettavamo che l’accordo per la limitazione delle risorse avrebbe livellato in basso il potenziale dei team. Ma visto questo non è successo: c’erano progetti per rendere le limitazioni anche più radicali, poi sono state fatte concessioni, vedi l’accordo di Singapore.. Alla fine ci siamo trovati nella necessità di rinforzare l’organico. Aldo Costa era disponibile, così come Geoff Willis (due dei diretori tecnici attuali, ndr). Tutte occasioni da cogliere. Aldo si era già occupato della vettura che ha corso l’anno passato scorso, anche se non dall’inizio. Ma è chiaro che per una ristrutturazione serve tempo. Anche oggi il processo deve continuare, anche se in maniera più tranquilla». - Dal punto di vista della vettura, come ti vedi rispetto alla concorrenza? «Abbiamo fatto un bel passo avanti, ma non credo ancora che siamo dove dovremmo essere. Un passo incoraggiante in vista del 2014, che resta il nostro obiettivo principale. Un nuovo regolamento, vetture e motori diversi. L’occasione per cambiare i valori in campo. Il nostro piano è quello di migliorare quest’anno, per essere al vertice nel 2014. Direi che siamo nella giusta direzione. La macchina è tutt’altro che perfetta, abbiamo problemi quando fa troppo caldo, problemi a usare le gomme. Ma sono piuttosto contento della condizione di base». Monaco GP Thursday 23/05/13 - Ma è possibile trasferire qualcosa dell’attuale tecnologia nel progetto dell’anno prossimo? «Molto poco. Un tempo gli sviluppi che si facevano nella seconda parte di stagione servivano a quella successiva. Ma nel 2014 non c’è molto che si possa trasferire. Anche le ali, il fondo, l’aerodinamica saranno diversi. Dovremo cominciare da capo». - Fino a che punto pensate di investire sulla W04, prima di dedicare le risorse al progetto futuro? «Abbiamo due aree di sviluppo: quella “dura” rappresenta un limite oltre il quale non si può andare. Poi c’è un’area “soft”, nella quale c’è un certo margine. Se ne vale la pena, quest’anno potremo attingere a questa seconda area, mantenendo una certa quantità di risorse sul progetto 2013. Ma è chiaro che questo avrà ripercussioni sulla macchina di domani. Bisogna soppesare con attenzione. Abbiamo diviso il lavoro in due gruppi, per questo. Ma non intendiamo certo rassegnarci in questa stagione, ci sono molti risultati che vogliamo ottenere». - È arrivato Paddy Lowe dalla McLaren, come direttore esecutivo. A questo punto, molti dicono che per Ross Brawn non c’è più posto. È vero? «Mi viene in mente Alex Ferguson, l’allenatore del Manchester United, che ha annunciato il ritiro al vertice del successo. Io non sono così presuntuoso da paragonarmi a lui, ma tutti, in questo mestiere, vorremmo lasciare nel momento migliore. Io voglio farlo quanto la squadra sarà al massimo della competitività e dell’organizzazione. Prima o poi succederà, ma non certo a metà di un periodo così interessante come quello che sto vivendo. La macchina 2014, il nuovo motore... Sono occasioni d’oro che non voglio assolutamente perdere». 604274438-1033112852013 - E con l’arrivo di Paddy, riuscirete a convivere? «Sono sicuro che troveremo una soluzione...». - Alonso ha detto che la Ferrari dev’essere il suo ultimo team. Diresti lo stesso per la Mercedes? «Al momento non ho piani per andare da nessun’altra parte. L’anno prossimo compio sessant’anni, non so per quanto tempo avrò l’energia per viaggiare in un mondiale di venti gare. Potrei assumere un ruolo diverso, ho l’esperienza per portare in altro modo il mio contributo». - Rosberg e Hamilton: Nico sembra in vantaggio, al momento, nel modo di gestire la vettura. È il risultato di stili di guida differenti? «No, in realtà il modo di guidare è piuttosto simile. Ma per Lewis ci vorrà un po’ di tempo. Nico è con noi da quattro anni e sa dove mettere le mani, Lewis sta imparando a capire a chi deve rivolgersi per discutere certi aspetti della macchina. Voglio che i miei piloti si stimolino a vicenda, non voglio sentire nessuno contento di essere secondo». - C’è qualcosa della Ferrari che vorresti portare in Mercedes? «Non sarebbe giusto fare paragoni, sono epoche e persone diverse. Alla Ferrari sono stato benissimo, ma qui c’è un grande spirito. Questo è il team che nel 2009 abbiamo fatto sopravvivere». E che, proprio allora, vinse il mondiale. Con il marchio Mercedes, il titolo deve ancora arrivare. di Alberto Antonini Da Autosprint n.22 del 4 giugno 2013