L’intelliJenson

L’intelliJenson
Divertente, ironico, anche nella stagione Sinora peggiore 
della McLaren. Button spiega come ci si adatta agli anni neri. 
E perché preferisce correre con la testa piuttosto che col piede

Alberto Antonini

25 giugno 2013

L’abbronzatura da divo si ferma alle braccia e sparisce appena sotto al collo. Il segno della maglietta. «Lo so, ho una tintarella da camionista. In realtà è la bicicletta». Dieci anni fa, Jenson Button il sole lo prendeva dal ponte del suo yacht. Adesso preferisce vivere in sella, nel tempo libero. Il resto lo passa al volante, quest’anno con poche soddisfazioni. Decimo nel mondiale, con 25 punti. Se vincesse tutti i Gran Premi da qui a Spa, e Vettel, Alonso, Raikkonen non arrivassero mai, neanche così arriverebbe a essere primo. Il sorriso, però, non l’ha perso. Così come la passione per i dolci, che sgranocchia un attimo prima dell’intervista.  E nemmeno l’ironia ha

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