Una partenza eccezionale non solo per lo scatto, ma anche per come ha affrontato all'esterno la prima curva su Webber e Grosjean, ha permesso a Fernando Alonso di salire dal settimo posto in griglia al terzo del primo giro. Poi con una macchina ancora una volta abbastanza efficace in gara - né migliore né peggiore delle altre, Red Bull esclusa… - a fare ulteriore differenza è stato il muretto che l'ha richiamato subito al cambio gomme quando è entrata la safety-car. A quel punto si è fatta una gara a distanza sui primi, controllando i vari distacchi e con Alonso che magari "limando" un po' la guida ma mai rinunciatario è riuscito a percorrere gli ultimi 33 giri dopo il restart con lo stesso set di Pirelli medie, a dimostrare quantomeno un assetto non certo sbagliato. Cosa che per esempio non è riuscita a Jenson Button (un professore in questo) che pure aveva raggiunto la zona podio. Insomma, quello di Alonso è stato un secondo posto conquistato in pista con bravura di pilota e squadra. Considerato il settimo in griglia, normalmente cosa si potrebbe volere di più? Il "problema" è che ancora una volta là davanti ("là" significa a quasi 33 secondi) c'è di nuovo Sebastian Vettel. Dire che il tedesco ha dominato è un'affermazione perfino incompleta: in partenza ha infatti risposto alla staccata di Nico Rosberg approfittando dell'unico varco lasciato dal pilota Mercedes, ripassandolo con gomme quasi a contatto e tenendolo all'esterno in uscita dalla prima sequenza di curve. Una "prepotenza" che gli ha permesso l'altra sua solita "prepotenza", ovvero sbattere subito in faccia agli inseguitori una bella manciata di secondi nei primi tre giri, per poi pensare a salvaguardare le gomme. Non solo: al restart dopo la safety-car, quando dai box hanno intuito la strategia Ferrari, è bastato suggerirgli di tirare un po' senza troppi riguardi per le gomme per riuscire a guadagnare quei 25 secondi circa che gli davano margine per il suo ultimo pit-stop con relativa tranquillità. È infatti rientrato sempre primo davanti alla vista di Alonso 2°, ma avendo le gomme supersoft nuove (quelle risparmiate ieri in Q3) contro le medie usurate di Alonso, era ovvio che non ci fosse storia. Insomma, i fischi che anche qui hanno fatto da corollario al podio di Vettel sono quelli "meritati" da chi si dimostra troppo superiore e quindi antipatico, cosa alla quale potrebbe essere condannato fino a fine stagione… Chissà, se alle continue esortazioni via radio degli ingegneri su cosa fare, avesse risposto anche lui "Leave me alone!", forse avrebbe guadagnato punti non solo in classifica, ma anche nella considerazione del pubblico. Che va invece tutta a chi detiene il copyright sull'affermazione, quel Kimi Raikkonen che ha ottenuto il terzo posto con una gara anche per lui fantastica nonostante i problemi alla schiena. Peccato per Romain Grosjean fermato da problemi tecnici, come pure Mark Webber ha visto concludere proprio a un giro dal traguardo un'ottima gara che, per quanto "maschia", dovrebbe comunque far riflettere su come il compagno di squadra riesca a fare la differenza. Tornando in ogni caso alla lotta per il campionato, la bella prestazione congiunta Alonso-Ferrari non ha dunque modificato la situazione complessiva: restano i meriti in pista, ma di fatto il nuovo pacchetto di modifiche aerodinamiche mirate all'alta deportanza non ha ribaltato la situazione in campo. Certo, era arduo sperarlo, ma era quello che serviva per decidere se valeva la pena di impegnarsi ancora a fondo su questo campionato anche se a scapito di quello 2014. Ora con 60 punti di distacco e sei gare alla fine, invece, se da questo GP non sono scaturiti particolari riscontri tecnici e/o se la Ferrari non ha ancora un asso nella manica, i tifosi delle Rosse dovranno probabilmente rassegnarsi a vedere altre gare come questa fino a fine stagione. Vale a dire all'inseguimento della Red Bull e sempre stando molto attenti a Mercedes e Lotus. Attendiamo dunque le prossime dichiarazioni da Maranello per capire come affrontare (loro e i supporter) il resto della stagione. Maurizio Voltini