Uno degli episodi più discussi della gara di Abu Dhabi - anche perché lasciato in sospeso dai commissari, prima della definitiva “assoluzione” - è stato quello che ha visto “confrontarsi” Fernando Alonso e Jean-Eric Vergne dopo il secondo pit-stop dello spagnolo. Ci sono volute quasi tre ore perché i commissari, sentiti i piloti, emettessero il verdetto che è un "non verdetto": nessun provvedimento. Quindi Alonso mantiene il quinto posto, non viene penalizzato per il sorpasso fuori pista e Vergne non viene a sua volta punito per non aver dato strada ad Alonso. È stato insomma un "incidente di gara" dove questa definizione è riferita al termine "incidente" all'inglese, cioé evento, vicenda e non collisione. Per i commissari Alonso è andato fuori pista ma non aveva nessuna altra possibilità perché Vergne lo stava allargando. E il francese l'ha fatto perché seguiva la sua traiettoria e non aveva visto la Ferrari arrivare. In pratica, secondo i commissari, nessuno dei due poteva impedire quel che è successo e nessuno ci ha tratto guadagno. Quindi le cose sono rimaste così. I fatti: uscendo dalla pit-lane, Alonso è rientrato in pista proprio mentre arrivavano Vergne e Massa. La particolare conformazione dell’uscita dai box ha però permesso una maggior velocità della Ferrari rispetto alla Toro Rosso, ancora in accelerazione dalla curva 2, così Alonso è riuscito ad affiancarsi nella percorrenza della curva 3. Questo mentre Vergne, che non aveva la possibilità di accorgersi dell’arrivo di Alonso (che veniva da dietro su una traiettoria “fuori” dagli specchietti), stava allargando. In questo modo ha allargato anche Alonso, ormai quasi completamente affiancato, oltre la riga bianca che delimita la pista. Lo spagnolo ha “tenuto giù” e pur saltando sui cordoli all’interno della successiva curva 4 è riuscito a tenere la velocità e a superare “JEV”. Alonso è decollato sul cordolo a circa 270 km/h prendendo anche una botta alla schiena (per la quale si è fatto poi controllare in infermeria) ma è riuscito a controllare la macchina. Ma perché i due sono stati inquisiti però non puniti, né uno né l'altro? Così si sono espressi a fine gara i due protagonisti. «Io Alonso non l’ho proprio visto - ha detto Vergne appena intervistato - ma di solito quando vai fuori dalla linea bianca devi avere una penalità. Penso che lui lo sappia. Non ho capito perché lo ha fatto e dopo non ha avuto niente». Poi però una volta visto il filmato ha aggiunto: «Pensavo fosse più indietro. È stato bravissimo a scansarmi e ad evitare un brutto incidente. Mi dispiace per quanto accaduto. I commissari hanno fatto bene a non intervenire». Sempre a gara appena conclusa, Alonso ha replicato: «La regola dice che quando hai una porzione di macchina accanto a un’altra, non puoi usare tutta la pista. Ero dentro, e in quel momento o diventi invisibile o devi andare fuori, quindi vediamo cosa dicono i commissari. Possono penalizzare lui o me, possono non far niente, vediamo cosa decidono». Ormai sappiamo tutti (e ce l'hanno ricordato i due piloti) che esiste un articolo del regolamento F1 (il 20.2) che sanziona chi abbandona il tracciato, superando cioè la linea bianca di delimitazione. In particolare se ne ottiene un vantaggio (e superare qualcuno indubbiamente lo è). Allo stesso tempo, nel medesimo articolo si specifica che un pilota “non può uscire di pista senza giustificate ragioni”: e qui c’è da aggiungere che evitare il contatto con un’altra monoposto sembra abbastanza ragionevole. Infine, per completare la parte “legislativa” della questione, c’è anche l’art.20.4 che permette di usare tutta la pista, nel difendersi da un attacco, a condizione che chi segue abbia l’ala anteriore più indietro delle ruote posteriori di chi precede. Cosa che in questo caso non si mette nemmeno in discussione, visto che la Ferrari era quasi del tutto affiancata al momento di superare la riga bianca. Si aggiungerebbe anche l’art.20.5, che vieta di allargare deliberatamente un avversario oltre la pista, ma crediamo sia evidente che nel comportamento di JE Vergne non vi fosse nulla di “doloso”. Dunque vi sono regolamenti anche contrapposti, al riguardo, a vantaggio o a svantaggio di Alonso a seconda di come si voglia guardare la questione ed a quale momento: se appena uscito dalla corsia di accelerazione delimitata dalla riga bianca (in quel punto era quasi dietro) o se al momento dell'apice della semicurva (in quel punto era al fianco della Toro Rosso) perché le velocità tra le due auto erano diverse e quindi la distanza tra le due variava praticamente ogni metro. E in modo difensivo o accusatorio, con valide motivazioni in entrambi i casi. Ora, a prescindere che solitamente la legge dovrebbe essere “favor rei” (cioè interpretata a favore dell’accusato, in caso di dubbi) vi sono però parecchi precedenti di piloti che sono stati sanzionati dal collegio di gara semplicemente per aver passato la famigerata riga bianca, a prescindere che fosse stato effettivamente ciò a permettere il sorpasso. Addirittura a Singapore, Hulkenberg è stato penalizzato per essere stato buttato fuori da Perez quando l’aveva già superato. Noi siamo sempre stati abbastanza contrari a questa interpretazione restrittiva dell’art.20.2, che mortifica la lotta in pista. E a quanto pare stavolta la direzione di gara ha valutato che Alonso era comunque più veloce già da prima ed è uscito di pista solo ed esclusivamente per evitare il contatto, e non per avvantaggiarsi. Che è quello che abbiamo sempre detto in casi simili. Maurizio Voltini