Costi alle stelle, Formula da rivedere, rumore insoddisfacente... Quante critiche sono piovute sulle spalle di Jean Todt in questi mesi? Il nuovo formato della F.1 rappresentava la sua sfida più grande da presidente Fia. Ecco come risponde alle critiche: «Questo è un mondo di competizione, dove chi non vince, di solito si lamenta. È successo così sempre. Ma da quest’anno esiste un nuovo organo decisionale, chiamato Strategy Group. Oltre a questo abbiamo la Commissione F.1 e infine il Consiglio Mondiale. In primo luogo, io non ho il potere di cambiare i regolamenti. Se lo facessi, magari venendo incontro ai desideri di Montezemolo, potete immaginare quale sarebbe la reazione. Il mio lavoro è quello di fare in modo che lo sport venga amministrato nella maniera giusta. Poi, come sappiamo, sono stati espressi malcontenti. E come accade spesso, chi si lamenta fa più “rumore” di chi è soddisfatto». Nei primi giorni di maggio c’è stata la riunione del Gruppo Strategico per ridurre i costi. La Fia propone un tetto di 150 milioni di dollari, Bernie di 200. Avete una lista di possibili interventi da qui al 2017. Ma cosa c’è di fattibile? «Io sono convinto che la F.1 sia decisamente troppo costosa, e che qualcosa vada fatto assolutamente. Per noi, come organo direttivo, che i costi siano maggiori o minori ha influenza zero. Ma sento che abbiamo la responsabilità di intervenire, perché i team più grandi si prendono la fetta più grossa di diritti e sponsorizzazioni. Io non credevo che avremmo potuto controllare i costi con un tetto di spesa. Ma avevo detto ai team: se dimostrate che è fattibile, sarò lieto di imporre un limite. La maggior parte delle squadre era d’accordo, ma non capisco perché ora i sei membri dello strategy group siano contrari. Se sei squadre su dodici si oppongono io non posso passare il provvedimento, è matematico. Se sono deluso? Sì, un certo senso lo sono, perché così sarà più difficile raggiungere l’obiettivo della riduzione. Dovremo farlo tramite il regolamento sportivo e tecnico e abbiamo già pronto un dossier con diverse proposte, per ridurre il divario fra squadre grandi e piccole, definire misure che non scontentino i fans, eccetera. Dobbiamo iniziare qualcosa già per il 2015, tramite il gruppo strategico e poi la Commissione F.1. In tutto i voti sono 18: se ne abbiamo nove o più la cosa funziona. Altrimenti non passa». L’intervista completa del nostro inviato Alberto Antonini la trovate su Autosprint in edicola da martedì 6 maggio.