Quello di Gran Bretagna è stato un GP condizionato soprattutto, anche per quanto riguarda le strategie relative a pneumatici e mescole, dall’incidente di Raikkonen e dal conseguente restart. Questo perché è stato possibile sostituire le ruote sulle monoposto in attesa del secondo via. A quel punto, in linea del tutto teorica e almeno dal punto di vista regolamentare, sarebbe stato possibile andare fino al traguardo senza ulteriori cambi gomme, ma nessuno ha rischiato questa opzione. Eppure le favorevoli caratteristiche di degrado del fondo di Silverstone e l’utilizzo delle mescole più dure della gamma Pirelli, forse avrebbero reso non impossibile tale azzardo. Dopotutto, Ricciardo è riuscito a percorrere ben 37 giri con le gomme medie (proseguendo indefinitamente nell’aspettare un calo che c’è stato solo in ultimo, fino ad arrivare al traguardo saltando il previsto secondo pit-stop) mentre con le gomme hard nessuno è andato più in là (ma solo per scelta) dei 29 giri fatti segnare da Grosjean. In ogni caso, ad approfittare della possibilità di sostituire le ruote prima del secondo via sono stati sei piloti: dalle medie alle hard sono passati Vettel, Ricciardo, Vergne, Grosjean e Perez, anche nell’ipotesi che in questo modo si ottenesse più flessibilità strategica. In effetti per la Red Bull è stato così e Vettel non ha potuto effettuare un solo pit-stop come Ricciardo solo perché aveva anticipato troppo la prima sosta, nel tentare un undercut sulle McLaren. Al contrario di questi piloti, Alonso è passato dalle hard con cui aveva preso il primo via alle medie. Così è stato l’unico ad usare solo due set di medie nella seconda fase di gara. Una strategia che molti avrebbero adottato già all’inizio, se non vi fossero stati i dubbi sulla tenuta delle medie e i vincoli regolamentari (che impongono di utilizzare entrambe le mescole nell’arco dell’intera gara). Alonso ha subìto solo marginalmente il degrado anche perché è stato attento a non sfruttare troppo i pneumatici, nonostante la lotta ai ferri corti con Vettel. Inoltre avere le gomme più morbide nuove al secondo start l’ha aiutato nel recupero, che l’ha visto risalire dalla 16ª alla 6ª posizione finale. Da segnalare che a parte Hamilton e Vettel, fra i primi 8 al traguardo sono in 6 ad aver effettuato un solo cambio gomme in gara, che diventano 11 se consideriamo i primi 14. Oltretutto Bottas è arrivato al cambio gomme solo al 31° giro, sostituendo con le hard le medie che aveva già fin dal primo via. Nel caso del vincitore inglese, tuttavia, il secondo pit-stop al 41° giro è stato più che altro precauzionale, tanto che gli sono state montate per la seconda volta le gomme hard (unico ad averne utilizzati due set in gara) proprio per non rischiare nulla, e anche perché la sua Mercedes non andava affatto piano con questa mescola: è con queste che ha ottenuto il giro più veloce della gara in 1’37”176 contro il 1’37”481 segnato da Vettel con le medie. Concludiamo segnalando che in questa occasione la sosta più veloce l’hanno fatta segnare i meccanici di Ricciardo, che hanno sostituito le gomme in 2,7 secondi. Se stavolta non sono stati i meccanici Ferrari a stabilire questo primato, c’è però un motivo oggettivo: infatti l’unico cambio gomme che hanno effettuato in gara (con Raikkonen out) è stato fatto ad Alonso nel momento in cui doveva scontare anche i 5 secondi di stop&go, per via dell’errato allineamento sullo schieramento al primo via. Maurizio Voltini -2