Dal nostro inviato ad Austin (Usa): Alberto Antonini Fernando Alonso ha firmato per la McLaren-Honda dopo il Gp di Russia. È la voce di radio box, e per una volta non sono solo chiacchiere. Ma di ufficialità, per ora, niente. Ci sono accordi commerciali ancora da rispettare, e anche Ferrari ha le mani legate per un comunicato - il contratto di Vettel - che porterebbe tutta l’attenzione sulla Scuderia nel week end americano tanto caro a Marchionne. Succederà qualcosa nel week end? Al momento, le probabilità sono del 30 per cento. Intanto Alonso parla da ferrarista, parla di “priorità sull’analisi della pista, sulle prestazioni”, parla di questo week end “in cui dovremo tutti spingere al massimo”, della necessità di “fare la scelta migliore per me e per la squadra” (senza specificare quale squadra). Dice anche che “quando arriverà il momento, ci sarà un bel po’ di emozione in giro”. Ma neanche una concessione sul cambio di casacca. “È normale che in questo momento ci siano tante voci attorno a me. Ma non è cambiato niente rispetto a quello che avevo detto in Giappone”. Davanti alle domande su un futuro al di fuori della F1 risponde solo: “Non devo categoricamente correre nei Gran Premi”. Ma la realtà, lo sappiamo, è diversa. “Qualcosa ha rallentato il processo della mia decisione, compreso l’incidente di Jules Bianchi a Suzuka. Ma il problema in questo momento non è quello che dice la gente: la decisione è mia”. E un anno sabbatico? Tutte ipotesi accademiche ormai, ma che Alonso non smentisce: “Un anno di arresto non mi farebbe danni. Guardate Raikkonen, che dopo due anni è tornato più forte di prima. In questi cinque anni di Ferrari, sono cresciuto come pilota e come uomo. Volevo vincere il titolo ma non ci sono riuscito. Però voglio ancora il terzo mondiale. E penso di avere il potenziale per ottenerlo”.