Parlare di lui come “rivelazione” della stagione 2014, alla fine, risulta perfino limitativo: perché Daniel Ricciardo già nel mezzo del campionato è diventato una splendida realtà, tanto da offuscare il 4 volte campione del mondo compagno di squadra e rilevare senza nemmeno troppo clamore il ruolo di prima guida in Red Bull Racing. Convincendo non solo “a vista”, ma pure in quanto a numeri: la statistica lo vede infatti unico vincitore “alternativo” ai piloti Mercedes in tutta la stagione passata, oltretutto per ben tre volte. E se davvero essere una volta lì pronto ad approfittare dei guai di Hamilton e Rosberg può essere una coincidenza, due un indizio e tre una prova… E comunque anche ignorando i risultati, non si può fare lo stesso con quanto mostrato in pista. L’australiano non si è mai tirato indietro, ma i suoi attacchi sono sempre stati misurati, così che chi ha lottato con lui alla fine si è sempre complimentato. Certo, aver “incrociato le ruote” con piloti tutt’altro che “grossolani” nella guida come Alonso, Hamilton e Button sicuramente ha aiutato a far sì che i duelli non finissero con danni; ma pure il fatto stesso di essere a lottare con loro, vorrà pur dire qualcosa, no? Daniel ha inoltre dimostrato che il suo inossidabile sorriso non è solo “di facciata”: i suoi ottimismo e positivismo sono trascinanti nei confronti dell’intera squadra, e lo corazzano anche contro certe avversità che avrebbero piegato le ginocchia a chiunque altro. Vogliamo infatti ricordare come ha cominciato l’anno? Un podio in casa alla gara iniziale che viene annullato dalle scelte “fluidometriche” della squadra, che fra l’altro non gli hanno dato alcun vantaggio. Poi un secondo GP in Malesia dove uno scellerato pit-stop, anche stavolta non per colpa sua, gli rovina questa gara e pure la successiva (per la penalizzazione in griglia). Ma lui prosegue imperterrito facendosi trovare puntuale ai successivi appuntamenti che la stagione gli offrirà, a partire dal Canada. Dimostrando dunque anche una notevole solidità mentale: cosa si può chiedere di più? Maurizio Voltini