«E’ stato solo un incidente». La dichiarazione è quella di Flavio Briatore, l’incidente è quello di Fernando Alonso. Probabilmente ha ragione il manager cuneese, tuttavia, il modo in cui è stata trattata mediaticamente la vicenda, lascia spazio a speculazioni e tesi varie. Il comunicato ufficiale della McLaren imputa tutto alla mancanza improvvisa di aderenza e al forte vento, l’abbiamo già letto. «Dalla telemetria abbiamo visto che ha provato a tenere la macchina in pista», aggiunge Briatore ai microfoni Rai, ma volendo sostenere teorie al limite del “complotto”, viene da chiedersi se sia realmente possibile perdere il controllo di una monoposto di F1 a velocità da 150 orari (quella riportata da Vettel domenica scorsa), provare un controllo e non riuscire a mantenerla in pista (con asfalto asciutto). briatore-e-alonso Interrogativi legittimi. «La cosa importante è che i test [medici] sono risultati tutti negativi. [Fernando] non ricorda l’incidente, ma è normale. Credo che domani (mercoledì; ndr) sarà fuori dall’ospedale. Questo è il secondo incidente serio della sua carriera, il primo è stato nel 2004 (in realtà si trattava del 2003; ndr) quando ebbe un duro impatto a San Paolo», - prosegue Briatore. Ecco, pensando a quell’incidente decisamente spettacolare, a velocità molto più sostenuta e con la Renault disintegrata, Fernando scese dalla monoposto sì frastornato, ma senza alcun bisogno che gli venissero somministrati calmanti. Ne ha anche per i complottisti, Briatore: «Non capisco queste  storie, è stato un normale incidente. Sfortunatamente sono cose che capitano, anche a un pilota come Fernando, con forze G tremende. Altre volte puoi avere un incidente molto più spettacolare senza che ti accada nulla». f.p.