Calendario gare, regolamento tecnico, lo stato di forma attuale della Red Bull. Su questo (e tanto altro) ha detto la sua Daniel Ricciardo, in un botta e risposta con i tifosi inglesi. L’australiano è stato indubbiamente la sorpresa più lieta del 2014, presentandosi subito a podio a Melbourne, seppur con la vicenda flussometro a rovinargli il debutto in prima squadra. Ha saputo rifarsi con gli interessi, eclissando anche chi, in Red Bull, era il riferimento. Quando si parla di gare da disputare in una stagione, va un po’ in controtendenza, perché fosse per lui correrebbe ancora più gran premi. Un’idea che a Ecclestone è balenata non poche volte e inevitabilmente tenderà a diventare realtà nei prossimi anni. Ecco un estratto dell'intervista pubblicata su GpUpdate. «Sul totale delle gare, onestamente mi piacerebbe correrne di più, ma non resterebbe tempo per tutti gli incontri fuori dalla pista e gli impegni con gli sponsor», spiega. Fosse questo il problema, ne faremmo tutti volentieri a meno, ma con una Formula 1 alla deriva sul versante dei costi, allargare la rosa di gare porterebbe inevitabilmente a strutture dei team ancora più ampie per gestire un campionato. «Se potessimo fare tutto in pista, allora correre 30 gare in un anno sarebbe imponente, iniziando sempre a marzo per finire a ottobre, così da avere un periodo effettivo di stacco. E’ decisamente irrealistico, ma sarebbe bello. Mi piacerebbe vedere Macao e Brands Hatch in calendario», aggiunge. Nella Formula 1 che vorrebbe l’australiano, anche una tecnica diversa dalle macchine attuali. Più cavalli e maggior carico, dettagli che non stupiscono troppo se letti unicamente in funzione della prestazione. «Non mi interessa il versante dell’elettronica. Avere maggior potenza è sempre bello, ci piace andare più forte e vorrei anche più grip aerodinamico, per essere più rapidi in curva; allo stesso tempo credo che la Formula 1 sia in buona salute adesso e si possa sorpassare», un riferimento nemmeno troppo velato ai gran premi dei primi anni Duemila, quando c’era sì il canto dei V10, ma le gare erano un carosello risolto a colpi di giri veloci e soste ai box. «Non voglio tornare a 10 o 15 anni fa, quando le gare erano piuttosto noiose, quel che abbiamo adesso non è male; tutti vogliamo il ritorno del sound, probabilmente è una delle cose da recuperare». Infine, sguardo rivolto verso la sua Australia, il gran premio inaugurale che sembra non lasciare speranze per la vittoria e limitare a un gradino appena il podio “libero”, da contendere a Williams e Ferrari: «E’ ancora molto difficile fare una valutazione, finora nei test non abbiamo raggiunto le velocità di punta delle Mercedes, è corretto dire che abbiamo del lavoro ancora da fare, ma dovremo attendere finché non torneremo a correre».  f.p.