È una previsione che lascia un po’ sorpresi, quella avanzata da Gerhard Berger alla vigilia del Gran Premio d’Australia 2015. Non tanto perché a suo dire la Mercedes avrebbe un secondo di vantaggio su tutti gli altri – situazione peraltro verosimile – quanto per i potenziali rivali in grado di riportarsi sul team campione del mondo. Ai media austriaci, ha commentato: «Sono chiaramente i favoriti in Mercedes, un secondo di vantaggio sul miglior inseguitore è terribilmente alto nella Formula 1 odierna». Per poi aggiungere: «In Honda hanno sempre avuto fame di successo e vivono le competizioni, anche se maggiormente sul versante motociclistico. Sono gli unici che possono arrivare sullo stesso livello della Mercedes, anche perché la McLaren è sempre ben preparata. Il problema è chiaramente sul motore, ho la sensazione che abbiano sbagliato qualche calcolo. Inizialmente erano ottimisti, come lo sono adesso, ma in quanto nuovi gli servirà del tempo». L’austriaco conosce bene l’ambiente Honda, anche se l’esperienza diretta si rifà a tempi ben lontani, quelli della permanenza in McLaren a inizio anni Novanta. Tornando alla power unit, è un problema non da poco e l’interrogativo principale è legato ai tempi necessari per eguagliare le prestazioni di Mercedes, Ferrari e Renault, dando per scontato che prima o poi arriverà l’affidabilità e si potrà lavorare su altri fronti, una prospettiva oggi collocata sul medio termine. Pensando alla McLaren, invece, le parole di Berger hanno senz’altro una sponda forte, perché Prodromou ha estremizzato come nessun altro alcuni concetti della monoposto, a cominciare dall’aerodinamica posteriore e il comportamento della MP4-30, a dire dei piloti – da ultimo Magnussen – è stato promosso, spingendo il danese ad affermare che i problemi riscontrati nel 2014 sono spariti sulla nuova macchina. f.p.