Tra i problemi di power unit, un team satellite che è arrivato a fare meglio, un pilota non ancora espressosi sui livelli attesi, ci sono molteplici ragioni per ritrovarsi a parlare spesso della Red Bull. Se la strettissima attualità vede sul tavolo delle discussioni la ricerca di un accordo per estendere la disponibilità di power unit prima di incorrere in sanzioni, Chris Horner tocca altri interessanti aspetti del momento difficile che sta attraversando il team e lo fa in un’intervista a Formula1.com. La mancanza di competitività è da imputare essenzialmente alla power unit Renault o c’è dell’altro, collegato al fronte telaistico della RB11 che non va? In fondo, nel 2014 i risultati furono nettamente migliori pur con un motore altamente deficitario rispetto al Mercedes. Sulla scorta di quanto detto da Helmut Marko, anche Horner difende il progetto 2015: «Abbiamo compromesso l’assetto notevolmente per risolvere gli altri problemi che abbiamo, per cui finisci in un circolo vizioso, con meno deportanza eccetera, che genera altri problemi. Non siamo in posizione ottimale ancora, ma è pur sempre una macchina di Adrian…». Quei puntini sospensivi che lasciano intendere come ci sia del potenziale “naturale”, quasi scontato, per poi aggiungere su Newey: «Sì, ha fatto un passo indietro (anche se la presenza ai gran premi finora è stata costante; ndr) ma è coinvolto sulla RB11 come per qualunque altra macchina del passato. La differenza si avrà dalla RB12 in avanti; non è più così vicino, ma era in Bahrain ed è ancora una guida e il mentore della squadra dei tecnici». A parità di motore, non sono mancate le occasioni in cui la Toro Rosso ha ottenuto risultati decisamente migliori, segno che, probabilmente, non sono unicamente i compromessi forzati e indotti dai pochi cavalli ad aver generato prestazioni sotto le attese. «La Toro Rosso ha fatto un lavoro superbo, anche se sono stati molto sfortunati in Bahrain. Ma un campionato si compone di 19-20 gare e non di una sola (il riferimento esplicito è alla Malesia, con Kvyat e Ricciardo dietro il team di Faenza; ndr). E’ grandioso vedere i giovani fare così bene e dal canto nostro non abbiamo dato ai nostri piloti le giuste possibilità: hanno dovuto lottare con tanti problemi che guidare è diventato quasi un secondo pensiero». Oltre a chiedere del tempo e, soprattutto, un week end di gara liscio per il team prima di lanciarsi in considerazioni affrettate, spezza una lancia in favore di Daniil Kvyat, diventato parafulmine di critiche senza troppi complimenti da parte degli addetti ai lavori: «Ha fatto un buon lavoro finora, il problema sono le difficoltà avute, che non sono una sua responsabilità. Non ha ancora avuto modo di correre in maniera pulita, ma da quel che vediamo è molto veloce e ha un buon feeling con la macchina. Nessuno dei due piloti può finire sotto accusa per la loro posizione in campionato». Fabiano Polimeni