E se la “nuova” Formula 1 mescolasse un po’ le carte in tema di gomme? In maggio si riunirà lo Strategy Group per decidere quale volto dare dal 2017 a monoposto e propulsori, con i partiti dei favorevoli alle power unit ibride contrapposti allo schieramento dei V8 clienti, “capeggiato” da Ecclestone. Nell’attesa del meeting tra i team, sul tavolo delle proposte arriva un’altra opzione, per nulla banale se si legge l’andamento delle prestazioni fornite dalle gomme nelle prime quattro gare del mondiale. Pressoché perfette, senza quella variabilità che ha dimostrato poter regalare spettacolo negli anni scorsi. In Force India è il direttore sportivo Otmar Szafnauer a farsi portavoce del ritocco regolamentare che potrebbe in alcuni casi creare un mix di situazioni interessante: «La Pirelli ha quattro diversi compound nella sua gamma, perché ogni team non può scegliere autonomamente le sue due opzioni?». Attualmente il gommista svela in anticipo le mescole che porterà ai vari gran premi, quelle ritenute migliori relativamente a molteplici parametri, tra cui la tipologia di asfalto, l’abrasività, le condizioni meteo, lo stress generato dal disegno del circuito e tanto altro. Non sono mancate, però, le occasioni in cui tali scelte si sono rivelate troppo conservative, appiattendo oltremodo strategie e azzerando le opportunità di differenziare e “inventare” qualcosa dal muretto box. Szafnauer invoca una libera scelta dei team, lasciando la possibilità a chi ha una monoposto molto equilibrata e gentile sulle gomme, di azzardare un compound più prestazionale. «Se i team dessero un tempo di quattro settimane alla Pirelli, le gomme potrebbero essere prodotte in tempo e senza un aggravio di costi. La selezione resterebbe segreta fino al giovedì prima della gara, per cui ci sarebbe anche un interessante tema di discussione», aggiunge ad Auto Motor und Sport. Fabiano Polimeni