Un ritiro e un ottavo posto. Montecarlo doveva essere il grande banco di prova nel quale puntare a un risultato importante per la McLaren e se da un lato c’è l’aspetto positivo di aver raccolto i primi punti stagionali con Button, non può passare in secondo ordine l’ennesimo ritiro in gara, con Alonso, così come le difficoltà nelle libere 1 avute da Button. «Continuiamo a spingere e migliorare a ogni gara. A Fernando ho chiesto di continuare ad aver fiducia nel progetto, nonostante il risultato negativo di Monaco», ripete Eric Boullier, fiducioso più per l’appuntamento in Austria che non quello in Canada. Eppure i temi salienti dei due circuiti sono assai vicini tra loro: tanto motore da far valere, anzitutto. Ma a Zeltweg arriverà un pacchetto aerodinamico fortemente rivisto: «Abbiamo un piano molto aggressivo per l’Austria, è una gara chiave per noi», dice Alonso a Marca, per poi aggiungere: «In Canada non ci aspettiamo nessun miracolo, perché fino all’Austria non avremo pezzi nuovi e vedremo di difenderci. Montreal è il primo circuito sul quale useremo un carico aerodinamico con alettoni tipo Monza, c’è tanto da scoprire. L’obiettivo è sul 2016, spero di passare il 2015 ad apprendere il più possibile», il mantra ripetuto da Fernando, che nell’immediato dopogara di Montecarlo su Twitter aveva scritto: ci vuole coraggio a iniziare un nuovo progetto. Per finirlo, serve perseveranza.#LetsDoThis Se il pacchetto di aggiornamenti sulla MP4-30 arriverà in tempo per l’Austria, si dovrà pazientare fino all’Ungheria per un motore Honda evoluto. Le indiscrezioni indicano nella gara di Budapest quella buona per introdurre una nuova specifica, con l’impiego di gran parte dei gettoni riconosciuti al motorista (9). Non si sbottona a tal proposito Yasuhisa Arai, aggiungendo invece: «Sento che finalmente abbiamo iniziato, ogni gara è un andare passo dopo passo. Spero che nelle prossime ci siano progressi maggiori per agguantare finalmente buone posizioni e andare a podio, questo è quel che mi auguro e che forse possiamo ottenere». Scendendo nei dettagli del comportamento registrato a Montecarlo, spiega: «Abbiamo raggiunto una guidabilità adeguata per Monaco, dove non è importante la potenza, a gas aperto, si parzializza molto ed è un’area sensibile, sulla quale abbiamo una guidabilità molto buona e sia Jenson che Fernando hanno avuto buone sensazioni». Sulle sfide del Canada: «So che ci serve più potenza, ma non è semplice ottenerla. Si tratta di come rendere disponibile la potenza dell’MGU-K per quel tipo di circuiti ad alte velocità…». Fabiano Polimeni