Doveva essere una sessione di test lunga tre giorni, il Gran Premio d’Austria per la McLaren. Chilometri da sommare ai test veri e propri di martedì e mercoledì, approfittandone per valutare il nuovo muso, elemento principale introdotto in Austria. Com’è andata? Un doppio ritiro in gara, problemi in serie durante le libere e ben poco lavoro utile portato a termine tra venerdì e domenica. Era un Fernando Alonso fiducioso, quello prima del via, pronto a sobbarcarsi 71 giri per raccogliere dati da confrontare con la macchina di Button, su configurazioni differenti. Poi, la partenza, curva 2, Raikkonen che pattina e la carambola inevitabile. Una visita al centro medico si è resa necessaria per i valori registrati nell’impatto, dal quale i piloti sono usciti incolumi. Non altrettanto la MP4-30, profondamente danneggiata, tanto da far emergere una possibile modifica del programma per la due giorni di test, anticipando Vandoorne a martedì e spostando Alonso il giorno dopo, in attesa che in fabbrica si realizzino i componenti nuovi danneggiati domenica. Se ne saprà di più in giornata, al momento il programma non cambia. Non sembrava troppo preoccupato Alonso nel dopogara: «Ovviamente è un peccato, ma il pezzo più importante era il nuovo muso corto e abbiamo dei ricambi, perciò non sarà un problema per il test». Gli chiedono quanto peso abbiano nell’economia complessiva delle prestazioni McLaren, e Fernando spiega: «E’ un test cruciale, abbiamo bisogno di percorrere chilometri. Può sembrare un po’ curioso dopo l’ottava gara, ma è così. In realtà ci troviamo ora al termine della fase pre-campionato». Considerando le otto gare trascorse come fossero sessioni di test invernali, verrebbe da dire che il progetto McLaren-Honda non lascia troppe speranze per il loro “avvio” di mondiale… I non-risultati hanno mortificato due piloti campioni del mondo, una situazione difficile e sulla quale ci si interroga quanto a lungo potrà continuare prima che la pazienza di Alonso e Button finisca e qualcuno sbotti in maniera decisa. «Al momento abbiamo bisogno di un lavoro di squadra prima di ogni altra cosa. E’ facile comprendere come le aspettative sull’accoppiata McLaren-Honda fossero più alte di quanto siamo riusciti a esprimere finora, ma stiamo andando nella giusta direzione. Dentro al team sappiamo e vediamo i miglioramenti, difficili da capire per chi osserva dall’esterno. Siamo molto ottimisti, le cose possono cambiare molto il fretta: non so se serviranno due gare in più, o sei o otto, certo non di più. Poi dovremmo iniziare a divertirci un po’, sono ottimista!», dice a F1.com Fabiano Polimeni