Il team Haas potrebbe (a sorpresa) valutare la possibilità di partecipare al Mondiale 2017 con una customer-car. Ovviamente se il regolamento lo permetterà, ma è comunque curioso che una squadra che sulla carta ha stanziato un budget considerevole per realizzare in proprio la sua vettura, possa decidere di fare marcia indietro limitandosi a gestire due monoposto della stagione precedente. Ricordiamo che la Haas ha un accordo con la Ferrari per la fornitura della power unit (e forse anche di qualcosa in più), mentre per la realizzazione della monoposto si avvale della consulenza della Dallara. «L’obiettivo è quello di essere competitivi – ha dichiarato il team principal della squadra statunitense Gunther Steiner ad autosport – come ci si arriva non importa. Non abbiamo la presunzione di realizzare a tutti i costi una nostra monoposto, dipenderà tutto da come si evolverà il regolamento. Al momento abbiamo un piano in corso, ma qualora se ne presentasse uno migliore, lo valuteremo. Ora siamo comunque molto concentrati sul lavoro in vista del 2016, poi si vedrà». Il caso della Haas è emblematico: cosa accadrà se nel 2017 si aprirà alle curstomer-car? Per i piccoli-medi team, sarà più conveniente correre con una monoposto vecchia di una stagione o proseguire ad investire autonomamente su ricerca e sviluppo? Quello che da tempo sostengono Sauber e Force India (Williams sembra aver ceduto un po’ su questo fronte) è proprio questo: il rischio di investire ingenti cifre per poi ritrovarsi dietro dei race-team, ovvero squadre che alla fine non progetteranno un solo componente, ma si limiteranno a gestire due vetture in pista. Ma, si sussurra nel paddock, la proposta customer-car datata 2017, è in realtà il piano “B” pronto ad entrare in azione se qualcuno dei team attuali dovesse decidere di salutare tutti, mettendo in crisi la griglia di partenza. Roberto Chinchero