Prossima fermata: Hungaroring. Il mini-letargo della Formula 1 terminerà tra sette giorni, quando nel (prevedibile) caldo di Budapest si tornerà in pista per le prove libere 1. Nel 2014 andò in scena uno dei Gran Premi d’Ungheria più movimentati della storia recente, con l’arrosto di Mercedes servito al sabato e quel tanto di acqua che basta per stravolgere i piani dei team alla domenica. Ne uscì vincitore Ricciardo, in extremis, andando a prendersi la seconda vittoria stagionale. E l’australiano anticipa quelli che saranno i temi chiave del week end, su una pista che è un po’ la Montecarlo dell’est per la sua configurazione e il peso specifico che rivestono le qualifiche nell’economia complessiva della gara. «E’ una gran, gran pista per il giro da qualifica, una delle migliori di tutto l’anno. E’ stretta, tortuosa e sconnessa, devi usare molto i cordoli, perciò affrontare un giro con poca benzina e gomme fresche, spingendo al limite, regala tanto divertimento». Divertimento un po’ meno evidente dal divano o dagli spalti alla domenica, salvo imprevedibili sorprese sul fronte delle gomme, chiamate a gestire temperature tra le più elevate dell’anno: morbide e medie, così ha scelto la Pirelli. Guardando al 2014, Ricciardo – reduce da un ritiro nel Gran Premio di Gran Bretagna – aggiunge: «Fu una gran gara, delle tre vittorie è stata quella più concitata. E’ dura fare una classifica, ma probabilmente fu la migliore sul piano della prestazione, essenzialmente per i piloti che ho dovuto superare prima di arrivare in testa. Avevo le gomme in condizioni migliori, ma Fernando e Lewis non ti danno strada facilmente, ho dovuto lottare!». Lotta che quest’anno si preannuncia per un buon risultato a ridosso del podio, nella migliore delle ipotesi, almeno basandosi su quanto visto a Monaco. Poi, dovrà rispondere a un Daniil Kvyat gagliardo nelle recenti uscite. Il russo dà la sua visione dell’Hungaroring, pista-kartodromo per la tipologia di curve che la compongono: «In Formula Renault 2.0 mi divertivo, però è probabilmente un po’ troppo stretta per le Formula 1 odierna. In qualifica resta una una sfida spingere al limite, sei sul filo e non hai un istante di riposo durante il giro: credo sia la caratteristica principale del tracciato». Fabiano Polimeni