Abbiamo spesso puntualizzato come le regole sempre più complesse e invasive abbiano limitato la fantasia dei progettisti in Formula Uno, portando a monoposto molto simili fra loro. Per questo ogni tanto qualcuno fa una proposta fantasiosa, se non addirittura onirica, che mostra come potrebbero essere in futuro le F1 se ci fossero dei cambiamenti regolamentari o delle nuove tecnologie. L'ha fatto anche la Ferrari. Certamente sono esercizi fini a sé stessi, non delle vere proposte, ma restano interessanti dal punto di vista estetico. In tale espressione di fantasia si è recentemente fatta notare anche la proposta del designer russo Burov, che nel suo spazio sul web ha lanciato una proposta alternativa: quella di rifarsi non tanto alle monoposto odierne, come "base evolutiva", quanto a quelle del passato. Nello specifico l'Auto Union degli anni '30. Una macchina che venne guidata anche da Tazio Nuvolari e che già allora proponeva il motore posteriore, un V16 con compressore a lobi che venne sviluppato fino a 6 litri di cubatura e circa 500 cv di potenza. Ciò permise di raggiungere addirittura i 381 km/h sul circuito dell'Avus. Con dotazioni di sicurezza e pneumatici che non avevano nulla a che vedere con quelli odierni… Limiti che nella sua proposta Burov ha risolto adottando ruote larghe e dai cerchi generosi, oltre a un doppio arco di sicurezza. Nel complesso il disegno mostra una monoposto abbastanza affusolata, che si basa sul corpo centrale tendenzialmente "a sigaro" e su qualche appendice aerodinamica non troppo estesa lateralmente. Alla fine sembra una metà via fra le vecchie monoposto e la Lotus SuperSeven, fra le midget americane e una Chrysler Prowler. Trattandosi di un progetto di fantasia e assolutamente non finalizzato ad una reale messa in produzione - ma non sarebbe male almeno un pezzo unico da esposizione o da track day - non staremo a discutere i dettagli validi solo a livello di computer graphics e non nella realtà. Tuttavia facciamo notare una sospensione posteriore che potrebbe benissimo essere a ponte rigido e la possibilità, in virtù delle prese d'aria ridotte, che il motore posteriore possa essere di tipo elettrico o quantomeno ibrido, nell'eventualità di realizzarla davvero. E su tutto spicca il logo Audi, la discendente diretta dell'Auto Union, che infatti già allora aveva il marchio con i quattro anelli. Voi che ne pensate di questa ipotesi? Qui tutte le immagini. Maurizio Voltini 24d16072a9465104e5c50841a1f2f13c 0580a2419d249b3485fbc1543e8b9571 9677c0b6ee0195eb986008ea632ded48 432bb2eb78c802db9300bc6b07206e93