I riscontri delle prove libere, da quando i programmi di lavoro dei team (tra carichi di benzina e motori “spompati”) sono molto differenziati, vanno presi con le pinze. Nelle tre sessioni disputate prima delle qualifiche sia la Ferrari che la Red Bull sembravano in un ottimo stato di forma, mentre le Williams arrancavano e le due Lotus sembravano già contente di poter essere in pista, viste le vicende giudiziaria che stanno coinvolgendo la squadra in questi giorni. Ma al termine delle tre sessioni di qualifica, la griglia di partenza che ha preso forma ha emesso verdetti ben diversi. La Mercedes, facilmente prevedibile, ha monopolizzato la prima fila. Forse era un po’ meno scontata del solito la pole position di Lewis Hamilton, visto che Nico Rosberg aveva complessivamente mostrato un buon stato di forma. Residui dello scoppio del pneumatico di ieri? Sembrerebbe di no, perché il pilota tedesco in qualifica ha spinto, ed anche molto. Si è arreso solo davanti ad un secondo settore da applausi messo a segno da Hamilton, oggi decisamente ispirato. E quando il campione del Mondo è in questa modalità, diventa molto difficile contrastarlo. Decisamente meno scontati sono stati i riscontri emersi alle spalle del tandem dominatore del campionato, con un Bottas (ed una Williams) decisamente ritrovati. Il finlandese ha messo sul piatto una performance importante, e non è un caso che sia arrivata su una pista che è una palestra perfetta per i piedi pesanti. Pure Massa (settimo) ha confermato che il team inglese ha ritrovato quel setup che nelle prove libere ha fatto tribolare non poco gli ingegneri. Il brasiliano scatterà però dalla terza fila, grazie alla penalità di cinque posizioni che dovrà scontare Romain Grosjean a causa della sostituzione del cambio. Il francese della Lotus, con il suo quarto tempo, ha regalato al team un sorriso molto significativo in un momento molto difficile per la squadra. Parliamo di una monoposto che da Melbourne non ha praticamente avuto evoluzioni, gestita da un gruppo tecnico che a fine mese incrocia le dita aspettando lo stipendio. Eppure Grosjean e la Lotus si sono messi alle spalle sia le Red Bull che le Ferrari. Per la Scuderia è stato un sabato molto più in salita del previsto. Raikkonen si è ritrovato quattordicesimo, Vettel nono. Per Kimi l’incubo è stato di portata maggiore rispetto a Seb, perché il finlandese (sulla pista che ama di più) si è ritrovato bloccato da un problema alla pompa della benzina. Ovvero, non ha neanche avuto la chance di dire la sua. Dopo i problemi di Budapest ancora una volta Raikkonen si è dovuto fermare prima del previsto, una doccia fredda perché il problema di oggi annulla di fatto (miracoli a parte) ogni possibilità per Iceman di puntare al podio. Un obiettivo che è diventato in salita anche per Vettel, che ha ammesso di aver perso due decimi nell’ultima chicane. Un errore costato tre posizioni, ma il tedesco ha comunque confermato di sperare in una buona gara. Da sottolineare è anche la grande qualifica di Sergio Perez, quinto in classifica e quarto sulla griglia di partenza. La sua Force India nel primo e terzo settore è stata un fulmine sin dalle prima prove, ma nella parte mista del circuito belga pagava un prezzo alto. Il lavoro sul setup ha pagato, e alla fine il compromesso è apparso più che buono. Ancora una volta la squadra di Vijay Mallya ha confermato il suo feeling con Spa, pista che la vide a sorpresa in pole position nel 2009 con Giancarlo Fisichella. Roberto Chinchero