La gara Rosberg l’ha persa al via. O meglio, alle prime curve dove Hamilton l’ha sfilato all’interno. Rosberg però ha sollevato con discrezione qualche dubbio a fine gara sulla regolarità della manovra di Lewis. O meglio, sulla condotta di Lewis che l’ha “accompagnato” fuori traiettoria in uscita costringendolo nell’erba e ad alzare il piede, cosa che gli ha fatto perdere tre posizioni. Nessuna accusa di scorrettezza, però Nico ha fatto notare che Lewis ha compiuto un gesto ai limiti dei fair play che tra avversari irriducibili si fa, ma tra compagni di squadra, a rischio collisione, si dovrebbe evitare. “È stato un peccato perdere la posizione alla prima curva: Lewis è andato all’interno. Lui mi era molto vicino, dovevo evitarlo sennò capitava un incidente. È difficile giudicare da dentro in quei momenti concitati chi aveva diritto di entrare per primo in curva. Io ero all’esterno, e ho avuto un attimo soltanto per decidere che fare: se stringevo la traiettoria andavo davanti, ma se lui fosse andato un po’ dritto e avesse tenuto giù ci saremmo toccati. Lui l’ha fatto, io dovevo evitare l’incidente e l’aver allargato mi è costato la vittoria. Sicuramente”. Japanese Grand Prix RacePerò a Rosberg rimane la consolazione di aver corso non in modo remissivo ma in maniera aggressiva per riconquistare quella seconda posizione che aveva perso nel fuori pista con Hamilton. Rosberg può anche vantarsi del più bel sorpasso in gara. Un attacco a Bottas tra l’uscita della R130 - la curva che si percorre in pieno - e la frenata della chicane. Un affondo a Bottas che ha sorpreso il finlandese e l’ha costretto a cedere la terza posizione. E poi il duello a giri veloci contro Vettel, scavalcato grazie a un giro velocissimo di ripartenza dopo il pit stop a gomme fredde. Un giro che ha stupito persino Vettel che ha dovuto ammettere: “Ho sottovalutato Nico. Mi ha sorpreso quanto sia andato veloce in quel giro”. Rosberg però le considera magre soddisfazioni. “Si, due belle battaglie. Ma non sono quelle che mi interessano. Io voglio vincere le gare, non i singoli duelli. Qui a Suzuka dovevo vincere per riaprire il mondiale e non ce l’ho fatta”. Alberto Sabbatini