Sarebbe già stato sufficiente il primo tentativo in Q3, ma Lewis Hamilton è tornato in pista e con un giro mostruoso, di una precisione chirurgica più ancora che "di cattiveria", abbassa il limite di altri 3 decimi guadagnando la pole position in Australia. Con questa Lewis Hamilton ha infranto il muro della 50ª pole in carriera. È il pilota in attività con più pole: 4 più di Vettel. È il terzo della storia della F1 e davanti a lui ci sono soltanto Schumacher con 68 pole e Senna con 65. In teoria se facesse un en plein di pole nel 2016 potrebbe superare entrambi già quest'anno. Ma quel che è incredibile è che Hamilton, con il suo giro record in 1'23”837, ha abbassato di oltre due secondi il suo tempo dell'anno scorso ed è andato ad appena 3 decimi dal record della pista che risale al 2011 (con i motori V8 aspirati). È inoltre la sua terza pole consecutiva in Australia. Il suo primo commento va comunque al team: «Devo togliermi il cappello alla squadra. Quello che hanno fatto per alzare il tiro ancora una volta, per il terzo anno consecutivo, davvero mi ispira e mi motiva. Mi è piaciuto molto guidare la macchina in qualifica oggi. Abbiamo ottenuto un set-up giusto e sono stati alcuni giri sexy! Sono andati davvero bene, scorrendo piacevolmente senza errori reali. Non puoi divertirti di più come pilota di come ho fatto oggi. Questo è tutto ciò in cui puoi sperare: migliorare sempre, ed è quello che abbiamo fatto, quindi sono molto contento. C'è ancora un sacco di lavoro da fare stasera e soprattutto domani, però. C'è molto di più da studiare per noi piloti con le modifiche alle norme radio. Non ci possono dire se la strategia sta cambiando durante la gara, quindi dobbiamo essere in grado di anticipare quello che succede, se si finisce in una situazione diversa da quella prevista. Sono emozionato. È una cosa nuova e spero che aggiunga qualcosa allo spettacolo. Dubito fortemente... ma vedremo». Hamilton non si è tirato indietro da un giudizio nemmeno sul nuovo format di qualifiche e l'ha criticato: «Certo, qualcosa bisognava fare. Non dobbiamo sempre ripetere le stesse cose di prima, ma provare qualcosa di nuovo. Io vedevo Senna anni fa, quando faceva un giro dietro l’altro. Quello sì che mi piaceva».