Non sono rimaste inascoltate le accuse mosse dai piloti della GPDA, di portare la Formula 1 verso il baratro, rivolte a chi gestisce il business, senza sollevare nessuno dalle proprie responsabilità (team, Fia, Ecclestone). Una lettera per manifestare il proprio dissenso. E con una lettera replica Bernie Ecclestone, che altro assist non aspettava per rilanciare sul campo dell’assenza di governance chiara. «Non è facile essere d’accordo con voi, ma avete ragione nel dire che il processo decisionale nello sport è obsoleto e strutturato male», scrive il capo della FOM, che in passato aveva bollato a più riprese come inutile lo Strategy Group, accusando, nei mesi scorsi, Ferrari e Mercedes di fare cartello e influenzare il voto degli altri team nella Commissione F1 in ragione della loro posizione di forza quali fornitori delle power unit. «Come avete dichiarato, i proprietari e tutti coloro i quali hanno un interesse nella Formula 1 devono urgentemente considerare la ristrutturazione degli assetti decisionali», prosegue Ecclestone, sollecitando una discussione sui punti controversi che porti a un cambiamento. Non manca l’affondo, diretto a quanti puntano a preservare i propri interessi, i team nello specifico: «Sono in Formula 1 da quasi 50 anni, dite che tutti agiscono con le migliori intenzioni (riferendosi alla lettera della GPDA; ndr). Non so se si sia trattato di un errore di stampa. Se non lo è stato, dovrebbe leggersi: “con le loro migliori intenzioni”». Volendo dividere il campo in due parti, si potrebbe dire di un Ecclestone schierato dalla parte dei piloti, ma in realtà trattasi di un palla raccolta al balzo, prima di tutti gli altri, per legittimare la sua visione critica sull’eccesso di democrazia che ha portato all’immobilismo decisionale, quando non a misure totalmente fuori controllo, come la farsa del format di qualifiche: proposto per bloccare proprio l’idea alternativa di Ecclestone della griglia di partenza invertita nelle prime posizioni, bocciato a Melbourne e con l’idea di un ritorno al passato già dal Bahrain, salvo emergere una terza via “ibrida” sulla quale i team dovranno votare oggi.