F1 2017, Marko: Ricciardo e Verstappen, lotta alla pari per il titolo

Red Bull si attende un altro gran passo avanti dalla power unit Renault, telaio e aerodinamica faranno il resto per contendere il mondiale alle Mercedes

Fabiano Polimeni

1 dicembre 2016

Hanno ottenuto risultati che, alla vigilia del campionato, sembravano fuori portata. Red Bull seconda squadra nel mondiale Costruttori. La soddisfazione di due vittorie conquistate, che sarebbero potute essere agevolmente tre. I riflettori puntati addosso per quella scelta improvvisa di scaricare Kvyat e puntare su Verstappen, una scommessa ampiamente vinta. Helmut Marko, come Dieter Mateschitz, può essere soddisfatto senza se e senza ma. 

Poi c'è la sfida del 2017 da preparare, più un'occasione che non un problema. Nuovi regolamenti, un peso superiore dell'aerodinamica, quel che serve per assaltare il dominio Mercedes, con il supporto di Renault e le power unit marchiate TAG-Heuer (confermato anche l'accordo con il nuovo fornitore di lubrificanti e benzine, ExxonMobil, "strappato" alla McLaren). «Un gran passo avanti arriverà dal motore, ci è stato detto che possiamo attenderci un miglioramento simile a quello del 2016 per il prossimo anno», rilancia Marko. «Dovrebbe vorre dire avvicinarsi molto alla power unit Mercedes. Sul fronte telaistico siamo già messi bene, quello di quest'anno era uno dei nostri migliori telai di sempre e i dati che abbiamo sulla nuova macchina sono molto confortanti. 

La storia poi ci dice che siamo sempre andati bene quando c'è stato un cambio di regolamenti. Siamo convinti che saremo in lotta per entrambi i titoli nel 2017 »

Alzare la posta in gioco vorrà dire anche gestire diversamente i piloti? Marko esclude favoritismi. Verstappen e Ricciardo saranno alla pari: «Non ci saranno vantaggi per un pilota in particolare. Entrambi sono molto veloci, con approcci diversi. Daniel è tutt'altro che invisibile accanto a Max e me ne accorgo dal bonus che gli pagherò quest'anno: i nostri piloti sono prevalentemente pagati con un sistema di bonus e Daniel non è per nulla invisibile. All'arrivo di Max, Ricciardo ha subito alzato le sue prestazioni, ha un potenziale enorme e sa che non è facile confrontarsi con Max».

Verstappen rappresenta la scommessa vinta. Per il successo al debutto, per lo spettacolo portato in pista, perché ha risvegliato il paddock, raccogliendo applausi e critiche, quando è servito: «La gara in Brasile ci ha confermato che avevamo ragione a ingaggiare Max e metterlo su una F1 quando tutti ci dicevano che eravamo pazzi. Ha dimostrato di essere un pilota speciale e in più occasioni di essere anni luce distante dal classico pilota di Formula 1, vincendo la prima gara su una Red Bull. D'accordo, i due Mercedes si sono autoeliminati e la vittoria ci è finita tra le braccia, ma in Brasile ha dimostrato non solo di essere superiore alla media, ma che sarà uno dei grandi della F1». Se avrà la macchina competitiva per sfidare Hamilton e Rosberg, Marko non ha dubbi: Verstappen è già pronto per correre per il titolo. 

Ferrari, non è solo l'assenza di vittorie...

Ha margini di miglioramento e, in attesa di rivederlo ancora sulle strade di Montecarlo, per capire se sarà circuito "bestia nera", vero momento negativo della stagione, Marko sottolinea: «Non ha debolezze, a parte il fatto che a volte non ha abbastanza pazienza. Talvolta prova a forzare le cose a suo favore, in situazioni in cui dovrebbe solo attendere che gli cadano tra le braccia. Ma è un cambiamento che sta già affrontando»

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