Formula 1, Marchionne: "Il ritiro di Rosberg non indebolisce Mercedes"

Formula 1, Marchionne: "Il ritiro di Rosberg non indebolisce Mercedes"© sutton-images.com

Dalle Finali Mondiali di Daytona il presidente Ferrari parla dell'addio di Rosberg, del futuro di Vettel e delle lacune che si porta dietro la Ferrari sul fronte aerodinamico

F.P.

5 dicembre 2016

Nel vortice di previsioni e scenari suggestivi che si è scatenato sul dopo-Rosberg in Mercedes è finito anche Sebastian Vettel. Il tedesco, a Daytona per le Finali Mondiali Ferrari, ha allonanato tutti i rumors e lo stesso fa Sergio Marchionne. Nessuna conseguenza sulla Ferrari dalle dinamiche di mercato che si aprono per la sostituzione del campione del mondo, parole accompagnate da una visione proiettata in avanti, al 2018, quando andrà ridiscusso il contratto di Vettel e Raikkonen.

«Abbiamo tutti e due i piloti che ormai sono sotto contratto fino al 2017. Quello che succede dopo non lo so, credo che molto dipende da come gestiamo noi la stagione 2017. Se ripetiamo il 2016, non credo che avremo la possibilità di attirare piloti di eccellenza, che dipende da quello che facciamo in pista. Ce la giochiamo alla grande nel 2017, tenere testa bassa e andare avanti», le parole del presidente. 

Se l'addio di Rosberg mette la Mercedes di fronte all'imprevedibile necessità di ricreare equilibri che, per quanto siano stati caratterizzati da momenti di tensione e scontro negli ultimi tre anni, hanno portato risultati esaltanti, nessuna ripercussione avrà sulla competitività del progetto 2017. Servirà, piuttosto, un secondo interprete capace di sfruttare al massimo il potenziale della monoposto.

«Non mi aspetto comunque che la Mercedes possa essere più debole senza Rosberg. Spero piuttosto che la Ferrari sarà più forte», ha aggiunto il presidente, proseguendo: «Sono rimasto sorpreso dall'annuncio di Rosberg. Il suo addio alle corse mi ha colpito emotivamente. Credo che scegliere la giusta tempistica sia tutto nella vita. Se ne va dalla Formula 1 da campione, non poteva farlo meglio».

Daytona è stata anche l'occasione per rileggere, ancora una volta, la stagione alle spalle e l'assenza delle prestazioni attese: «Eravamo partiti bene in Australia, poi possiamo discutere se abbiamo fatto un errore di strategia o meno, ma in quella gara la macchina era forte, era molto molto più competitiva quando siamo partiti nel 2016». Dopo, lo stallo tecnico, la sostituzione tardiva di Allison, problemi irrisolti nella gestione delle gomme con temperature elevate, insieme all'assenza di progressi sul fronte aerodinamico. 

«Non è che siamo peggiorati noi, sono migliorati gli altri e non abbiamo fatto abbastanza per recuperare. È stato dovuto a tantissime ragioni, le capiamo abbastanza bene, ci sono stati problemi, dalla scelta del direttore tecnico James Allison che ha avuto problemi personali e ha lasciato, e poi la questione di struttura, di gestione, di processi, ecc.

Il cambiamento d'agosto credo sia il momento di inizio della rifondazione della gestione sportiva, bisogna dar tempo ai ragazzi che sono insieme da quattro mesi e stanno lavorando molto bene, credo che la soluzione sia questa. Ho massima fiducia in Mattia Binotto», ha proseguito Marchionne.

Il 2017 sarà un'opportunità, ma rappresenta anche un rischio, dovessero confermarsi le lacune "storiche", come le definisce il presidente. Conterà molto l'efficienza aerodinamica, la capacità di cavalcare l'onda dello sviluppo e far crescere costantemente il progetto, saranno le chiavi della prossima stagione. «Il problema nostro è di aerodinamica, lo abbiamo avuto storicamente in Ferrari e specialmente negli ultimi anni, nei quali non siamo riusciti a colmare la differenza tra noi e gli altri. Specialmente con la Red Bull che quest'anno ha fatto un lavoro favoloso. Mentre loro hanno fatto progressi enormi noi siamo rimasti indietro. E l'abbiamo pagato».

Senza più nulla da chiedere al 2016, l'obiettivo della Ferrari si è spostato sul 2017 piuttosto in anticipo. Le prove del venerdì nelle ultime gare dell'anno sfruttate per raccogliere dati funzionali allo sviluppo delle nuove soluzioni sono l'indizio più evidente, certo non solo a Maranello hanno riversato tempo e risorse sul progetto del prossimo anno. I cambiamenti regolamentari sono «un vantaggio, anche se ci sono svantaggi enormi perché stanno scombussolando tutto il sistema di gestione». Poi, Marchionne ha approfondito: «Chi ha avuto il lusso di poterci lavorare prima perché stava vincendo già nel 2016 certamente è avvantaggiato. L'impegno c'è, su carta dovrebbe essere una scelta positiva, dipende da quanto tempo ci hanno messo gli altri sulla macchina: se stanno lavorando già da un anno cambiano un po' le carte».


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