Singapore doveva essere il momento del ritorno alla gloria per la Ferrari, si trasforma, invece, nel passaggio più negativo dell'anno. La rincorsa a Hamilton nel mondiale Piloti sarà difficilissima, consola solo aver ritrovato una Ferrari SF70H altamente competitiva, punto dal quale ripartire dopo la batosta di Marina Bay. Dovrà essere la leva da sfruttare nelle ultime sei gare per recuperare su Hamilton, una rincorsa complessa ma non impossibile. E Maurizio Arrivabene nel dopogara si è soffermato sul punto: «La macchina è un’ottima macchina, l’abbiamo dimostrato ieri (in qualifica; ndr), abbiamo due ottimi piloti e da parte nostra c’è tutta l’intenzione di lottare fino all’ultima curva dell'ultimo gran premio». 

Il primo pensiero, però, è rivolto ai tifosi: «Anzitutto lasciatemi dire che siamo molto delusi e dispiaciuti per i nostri tifosi, ovviamente non è il risultato che ci aspettavamo. Detto ciò, quel che possiamo promettere è che non è finita, semplicemente è più difficile, ma non è finita. Tutti noi, sia qua che in squadra corse a Maranello, la divisione GT, abbiamo il Cavallino cucito sul cuore e lotteremo fino all’ultima gara, all’ultima curva del campionato. E’ difficile ma non impossibile». 

Su quello che i commissari decideranno essere un incidente di gara, il team principal Ferrari, a caldo e in attesa che gli steward ascoltassero i piloti e prendessero una decisione, si era limitato a dire: «Adesso siamo sotto investigazione, non mi sento di fare nessun tipo di dichiarazione. Ho trovato molto singolare che abbiano chiamato prima i nostri due piloti, poi con molto ritardo il pilota della Red Bull». Nessuna replica nemmeno a Max Verstappen e i commenti sul rischio eccessivo - a suo dire - corso da Vettel, in lotta per il titolo mondiale, al via: «Non mi metto a far discussioni da cortile, adesso sentiamo cosa dicono i commissari, poi vedremo. 

Incidente Ferrari-Red Bull, di chi è la colpa? VOTA IL SONDAGGIO

Sebastian la pensa esattamente come la pensiamo noi: la macchina è buona, da parte nostra, dei ragazzi di Maranello, non solo del reparto corse ma anche del GT c’è tutta l’intenzione di lavorare insieme e andare avanti e lottare fino alla fine». 

Se in casa Ferrari Maurizio Arrivabene non scende nella polemica dell'episodio cruciale per il titolo mondiale, Christian Horner difende a spada tratta la condotta di Max Verstappen. Lo spunto arriva da un tweet Ferrari, con il quale da Maranello hanno sintetizzato l'esito della partenza: «VER ha fatto fuori Kimi poi è andato addosso a Seb».

Un secondo tweet è servito ad allentare quello che poteva sembrare un tono polemico: «Quanto abbiamo twittato è stata una descrizione fattuale degli eventi. Non c'è bisogno di speculare».

«Non ho idea come si possa dare la colpa a Verstappen dopo aver visto la partenza. Potete vedere Sebastian che si sposta in modo aggressivo verso sinistra, Kimi va verso destra e Max non può sparire. Ha mantenuto una traiettoria dritta ed è stato solo sfortunatissimo a essere eliminato in quel modo. Probabilmente quel che non poteva vedere Seb era Kimi dall'altra parte di Max. E' stato aggressivo su Max e lo stesso ha fatto Kimi dall'altro lato: il risultato è quel che si è visto. Chiunque riesca a incolpare Verstappen ha bisogno di una visita oculistica», ha dichiarato Horner.

Non è certo Niki Lauda ad attribuire colpe all'olandese, anzi: «Verstappen non ha fatto niente di male, Vettel ha chiuso a sinistra, dopo è arrivato l’incidente. Vettel è andato a sinistra, non ha visto Kimi, Verstappen in mezzo e poi il crash. E’ stato un incidente di gara? Sicuro, ma per le Ferrari è un disastro. Questa gara sarà determinante. Il vantaggio di Lewis è molto importante, ha del margine». 

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Mercedes dove Toto Wolff, con i consueti toni pacati, aggiunge: «Dalla nostra prospettiva è un risultato fantastico, ma quando accade qualcosa del genere in qualche modo ti dispiace per la Ferrari. Mi sono trovato nella situazione di perdere entrambe le macchine, so quanto sia dura. Ma non siamo qui per fare prigionieri, così una volta che Lewis era al comando si è trattato di ottenere il miglior risultato possibile. Credo che Sebastian si sia affiancato ma non ha visto che Kimi era all'interno. Si è trattato di difendersi su Max ed era molto difficile vedere in quel momento che vi era una terza macchina, questo ha causato l'incidente».

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